“Per le vie del Paradiso”, quel filo sottile tra passato e presente nel corto di Giuseppe Gimmi

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Il film parla della debolezza dell’essere umano, un mio parere verso un presente noioso dove il chiacchiericcio ignorante privo di significato potrebbe distruggere l’essere umano” spiega il regista fasanese. 

Tre minuti e 48 secondi. E’ la durata del corto “Per le vie del Paradiso” del regista 24enne fasanese Giuseppe Gimmi nel quale si racconta la storia di un ragazzo nelle campagne pugliesi degli anni Settanta.

Il ventenne Tonino Bianco è un contadino alle prese con il duro mestiere della terra. Una mattina Tonino si reca in una chiesa del territorio e mentre, a passo lento, si avvicina verso una tela, viene catapultato in una realtà diversa, simile al mondo dei sogni, dove immagina, di abbracciare attraverso un ricordo suo padre Tommaso, scomparso per una grave malattia. Il chiacchiericcio sovrastante del popolo però si rivela come punto cardine nella vita di Tonino disorientando i suoi pensieri.

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gimmi“Il mio film racchiude tutto quello che provo dentro di me. Mi interessava instaurare un rapporto tra il passato e il presente. Il film parla della debolezza dell’essere umano, un mio parere verso un presente noioso dove il chiacchiericcio ignorante privo di significato potrebbe distruggere l’essere umano”.

L’anno scorso ha frequentato un corso di sceneggiatura presso lo “SpazioTempo” di Bari, che gli ha permesso attraverso la scrittura di esternare e descrivere i suoi concetti. Successivamente ha scritto e diretto il suo primo cortometraggio selezionato da alcuni festival. A luglio ha lavorato in qualità di “assistente” sul set di alcuni cortometraggi, e partecipato negli ultimi mesi a delle masterclass: “Bif&st” e “Corso intensivo di sceneggiatura con Salvatore DeMola”. Tra le sue maggiori influenze cinematografiche principali troviamo Paolo Sorrentino.