Piano casa e non solo. Fiamma Tricolore chiede spiegazioni al Sindaco e a Pasqualone

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Fresco di nomina a segretario vicario regionale del movimento sociale Fiamma Tricolore e già segretario cittadino, l’avvocato Michele Mitrotti torna sul “Piano Casa” e lo fa attraverso una missiva, inviata al sindaco Angelo Annese e al segretario di Monopoli al Centro, Alberto Pasqualone. All’interno del documento, protocollato questa mattina, Mitrotti chiede di sapere “chi sono le persone che ad oggi, 08.07.2019, compongono e possiedono i capitali della società Gioielli d’Italia s.r.l. che realizzerà 417 appartamenti nella zona industriale sita in viale Aldo Moro (ex azienda Rivoli S.p.a.), secondo il progetto presentato al Comune di Monopoli”. Nel secondo quesito, invece, l’avvocato mira a sapere “chi sono i tecnici (ingegneri, architetti, geometri, etc) che hanno presentato il progetto al Comune di Monopoli per conto della società Gioielli d’Italia s.r.l. e ne seguiranno la realizzazione”. A questi due primi quesiti la risposta potrebbe giungere dal contenuto delle dichiarazioni fatte dalla consigliera di opposizione Sonia Giulia Cazzorla, nel corso della seduta di consiglio comunale del 11 aprile scorso, incentrata proprio sul “Piano Casa”.

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L’avvocato Michele Mitrotti

Poi, Mitrotti prosegue chiedendo ai due destinatari “dei circa 417 appartamenti che realizzerà la società Gioielli d’Italia Srl quanti sono destinati a case popolari o a case destinate alla locazione con canoni equi” e, come fatto per la società Gioielli d’Italia s.r.l., ancora una volta domanda “chi sono i tecnici (ingegneri, architetti, geometri, etc) che hanno presentato il progetto al Comune di Monopoli per realizzare circa 50 appartamenti in viale Aldo Moro, nella struttura commerciale Vito Laruccia S.p.a., e ne seguiranno la realizzazione”. Nelle ultime due richieste, l’esponente cittadino e regionale della Fiamma chiede di conoscere il destino del “progetto presentato dalle società del gruppo Marseglia per la realizzazione di un canale di collegamento tra la sua sede ed il porto di monopoli” e di sapere, infine, “da quanti anni non vengono analizzate le falde acquifere sottostanti la zona industriale di via Baione”.

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