Porto Marzano, la vittoria dei comitati: torna libero l’accesso per i cittadini

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ph. Prof. Stefano Carbonara
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A comunicare la notizia il professor Stefano Carbonara. Si tratta di una vicenda iniziata nel 2013 e culminata nel 2014 con un flash-mob.

Un decreto della Capitaneria di Porto di Bari dello scorso novembre ha ristabilito la situazione nel tratto di costa compreso tra le due cale di Porto Marzano (ossia la spiaggia “piccola” e quella “grande”), per anni privo della dividente demaniale, che avrebbe dovuto delimitare la porzione pubblica del luogo da quella privata. Con l’atto in questione, infatti, si istituisce ufficialmente l’area demaniale pubblica di 3 metri, con libero accesso per i cittadini. “Per legge, nessun lembo di costa può essere privato; ma, inspiegabilmente, l’arenile di Porto Marzano piccolo e la porzione di scogliera che si estende sino alla spiaggia più grande, ad eccezione del relativo arenile, erano privati” spiega a Link24 il Prof. Stefano Carbonara, già assessore comunale a Lavori Pubblici e Urbanistica dal ’75 al ‘77, nella seconda Giunta Demarino. Ed è stato proprio quest’ultimo, con post su Facebook, a divulgare i contenuti del documento emanato il 12 novembre scorso (ottenuto a seguito di apposita richiesta di accesso agli atti presentata in Capitaneria) e sino a questo momento mai reso noto, poiché “il Comune di Monopoli – aggiunge Carbonara – non ha ritenuto finora opportuno rendere pubblico l’importante provvedimento”.

CARTA PORTO MARZANO
Ph. Prof. Stefano Carbonara
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Il Prof. Stefano Carbonara

Della questione si erano interessati sin dal 2013 diverse associazioni e comitati, in primis il Comitato Costa Libera coordinato da Pino Selicato, che nel 2014 aveva persino dato vita assieme a diversi cittadini a un flash mob, raggiungendo a nuoto la cala più piccola di Porto Marzano, di proprietà della società Marzà. Ora, però, una parte di questa proprietà privata è ritornata allo Stato, a sei anni di distanza dalle proteste che puntarono i fari sull’anomala situazione. “Il decreto riguarda la zona demaniale lungo la fascia costiera. Rimangono valide le concessioni se legittime” specifica Carbonara, spiegando infine che il problema degli accessi al mare riguarda il Comune, “che dovrebbe ripristinare quelli approvati nelle delibere comunali assunte negli anni ’70, ma non applicate”.

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