Regionali, 4 candidati alle primarie del centrosinistra, ma i consiglieri non sanno chi sostenere

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Al momento una sola certezza: l’ok di Indiveri ad Emiliano. Intanto, Tamborrino dice no all’attuale governatore e ad Amati.

Sono ufficialmente tre gli sfidanti dell’attuale governatore Michele Emiliano per la scelta del candidato presidente del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia, in vista delle relative consultazioni in agenda per il prossimo anno. Per la base, però, il primo step democratico è fissato a gennaio prossimo, quando il verdetto delle primarie decreterà il capo della coalizione. In lizza ci sono Fabiano Amati, consigliere regionale del Partito Democratico, Elena Gentile, già eurodeputata del Pd sino alla scorsa legislatura, e Leonardo Palmisano, scrittore e sociologo. Quest’ultimo è stato riammesso alla competizione domenica scorsa, dopo la sua iniziale esclusione per aver presentato le sottoscrizioni a suo sostegno oltre il termine ultimo. Ma il ricorso presentato alla commissione dei garanti ha sortito l’effetto desiderato e, così, anche Palmisano, domenica scorsa, è stato chiamato sul palco di “Next 2025 – Programmiamo il futuro insieme”, l’evento unitario del centrosinistra pugliese organizzato a Bari, per firmare il manifesto delle primarie.

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L’opposizione in consiglio comunale

Intanto, in città, tra i consiglieri comunali di centrosinistra regna l’incertezza sul da farsi per quanto concerne il candidato da supportare al primo round. Tra gli otto, infatti, soltanto uno ha le idee ben chiare. Si tratta del dem Feliciano Indiveri, fresco di elezione a consigliere della Città Metropolitana di Bari. Il suo supporto, ovviamente, è tutto per Emiliano; la stessa candidatura al maggior consesso provinciale era espressione della corrente che fa capo al governatore uscente. “Emiliano è la persona giusta per proseguire lungo questo cammino, che si pone in continuità con quello già intrapreso da Vendola, di cui sono state anche migliorate alcune politiche – asserisce l’esponente democratico, che aggiunge -. Anche gli altri nomi sono ugualmente validi e, a prescindere dal vincitore di queste primarie, c’è comunque un progetto che merita di essere sostenuto e portato a conoscenza dei cittadini”. Emiliano, inoltre, potrebbe incassare anche il favore di Claudio Licci (Monopoli Civica), in linea specialmente nell’ultimo periodo con Indiveri, per il quale si è speso a sostegno della candidatura a consigliere metropolitano barese.

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Niente è stato ancora deciso dalle parti di Contento per Monopoli.
I tre rappresentanti della compagine di opposizione più consistente, come fa sapere la capogruppo Cecilia Matera, dovranno ancora riunirsi per capire come muoversi in tal senso, ma il verdetto non dovrebbe tardare ad arrivare.
La scelta si fa dura anche per Francesco Tamborrino di Insieme per Monopoli, che, ad oggi, punta su una sola certezza: e cioè il secco “no” sia ad Emiliano che ad Amati. “Non è obbligatorio sostenere qualcuno – dichiara alla nostra redazione, proseguendo -. Di certo, Emiliano ed Amati rappresentano quanto di più lontano una Puglia del cambiamento possa sperare. Metodi e politiche, a partire da quella del governo del territorio, che non vorremmo più vedere”. Nel caso di Tamborrino ogni altra ipotesi resta aperta: dal sostegno ad uno degli altri due contendenti (Gentile e Palmisano) alla scheda nulla o bianca.
“Primarie senza sorprese e senza novità – commenta invece Angelo Papio -, nonostante l’apparente varietà di provenienza dei candidati”. Nemmeno l’architetto del movimento Manisporche sa quale sarà la sua scelta in merito; per lui la vera sfida, più che dai nomi, è rappresentata dalla capacità di riuscire a sconfiggere le forze di destra alla prova delle urne, senza rinunciare ai valori della tradizione progressista. “Il voto – conclude -, a delle primarie ormai svuotate di ogni autentico germe di novità generativa, non mi entusiasma”.