Regionali, i dubbi della maggioranza: “Perché fare il nome di Lacatena ad un anno dalle elezioni?”. E Pasqualone chiarisce: “Il nostro candidato è proposto, non imposto”

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Manca un anno alle prossime elezioni regionali, ma a Monopoli già se ne inizia a parlare. L’ufficializzazione della candidatura di Stefano Lacatena avvenuta nel corso di una conferenza stampa la scorsa settimana indetta da Monopoli al Centro per parlare, innanzitutto, della questione rifiuti, ha sorpreso un po’ i colleghi di maggioranza. La Lega tramite il suo coordinatore locale Giuseppe Campanelli, ma anche con il consigliere Rotondo, ha rilevato come questa, più che una candidatura condivisa come nell’auspicio del segretario Alberto Pasqualone, paia più una “candidatura imposta” dal momento che non c’è stato intorno a questo nome alcun momento di confronto. Tra l’altro, come fonti di maggioranza rivelano a Link24, questa pubblica uscita di presentazione del candidato da parte di MaC sembrerebbe anche fatta con troppo anticipo. Solitamente i partiti tendono a presentare il proprio nome solo poco tempo prima delle elezioni, nella convinzione che farlo mesi prima (e in questo caso sarebbe da dire un anno prima) voglia dire “bruciare” il candidato. E questa è la sensazione che diversi consiglieri di maggioranza stanno avendo. Ma non sarebbe questa l’unica valutazione che fanno. Delle due l’una, dicono fonti di centrodestra.“O il nome di Lacatena lo si vuole di fatto “bruciare” o questa uscita potrebbe anche voler dire un’altra cosa: giustificare, in caso di mancato accordo, il passaggio del candidato in qualche lista a sostegno del governatore uscente, Emiliano”. Passare dall’altra parte insomma. Ma Pasqualone spiega come stanno le cose. Non era quella la conferenza per lanciare la candidatura di Lacatena. Era la conferenza per affrontare la questione rifiuti. La questione delle Regionali è emersa successivamente, a margine dell’incontro con la stampa, a seguito di una domanda posta sull’argomento Regionali e alla quale si è semplicemente risposto. Tanto che quando si è parlato di questo Lacatena neanche c’era, impegnato a Bari ad una conferenza di adeguamento del Pug al Pptr e arrivato solo a fine riunione. “Per le Regionali faremo tutti gli incontri necessari – dichiara Pasqualone-. Quello di Lacatena – aggiunge – non è un nome imposto, ma proposto”.

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Sulle elezioni del 2020 anche Ignazio Amodio, segretario di Forza Italia, dice la sua, alludendo a quanto emerso in una recente intervista del leghista Antonio Rotondo, che avrebbe fatto velato riferimento a “uomini del centrodestra parcheggiati” che potrebbero scendere in campo alle Regionali, alludendo all’ex sindaco Romani e lasciando intendere di poterlo appoggiare.

amodio“Ma – chiarisce subito Amodio – Romani è un uomo di Forza Italia. E’ un fuoriclasse, due volte sindaco della nostra città, certo che può ambire ad un incarico del genere. Se ci sono altri partiti che guardano a lui come possibile candidato questo non può se non farci piacere…In ogni caso – continua – noi il nostro nome lo porteremo al tavolo politico, anche se poi la scelta finale spetta ai vertici baresi del partito. Anche quello di Lacatena – aggiunge – è un nome valido e spendibile, ma riteniamo che prima di ufficializzarlo andava condiviso con il resto della maggioranza, soprattutto se si vuole portare avanti l’idea di un candidato unitario. Se dunque dovessero esserci più candidati, bisognerà inevitabilmente individuare un criterio di scelta”.