Regionali, Pilagatti si candida nella Lega: “Legalità, sicurezza e libertà i punti da cui partire”

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Federico Pilagatti
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Un altro monopolitano pronto a scendere in campo. Si tratta dell’ispettore di Polizia Penitenziaria in quiescenza e segretario nazionale del SAPPE. Punta su telemedicina per i detenuti, trasferimento fuori città del carcere barese e sicurezza dei viaggiatori.

La segreteria nazionale della Lega aveva richiesto la presenza di un rappresentate delle forze dell’ordine all’interno delle liste elettorali pugliesi, in occasione delle consultazioni regionali dei prossimi 20 e 21 settembre. Ad accogliere l’invito, nella circoscrizione barese, è stato il monopolitano Federico Pilagatti, 64 anni, ispettore superiore sostituto commissario della Polizia Penitenziaria in quiescenza e segretario nazionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziatria, il SAPPE. Pilagatti è così il quarto candidato locale nella corsa agli scranni di via Gentile e il terzo del centrodestra, a sostegno della candidatura a governatore dell’eurodeputato meloniano Raffaele Fitto. Nella stessa coalizione, infatti, ci sono anche Stefano Lacatena (fresco di ufficializzazione della sua discesa in campo con Forza Italia) e Giuseppe Angiuli (schieratosi con il Nuovo PSI). Per la coalizione di centrosinistra, invece, nel gruppo di Senso Civico c’è Angelo Barnaba, a sostegno del presidente uscente Michele Emiliano.

 

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salvini e altieri 1La scelta di schierarsi tra le file del Carroccio deriva dall’attenzione rivolta dal gruppo politico guidato da Matteo Salvini alle tematiche che più stanno a cuore a Pilagatti: legalità, sicurezza e libertà. “Non c’è liberta senza sicurezza e legalità” spiega il candidato a Link24, pronto a mettere a disposizione delle istituzioni regionali l’esperienza maturata, sul campo, in anni di servizio all’interno degli istituti penitenziari.

Tra le sue priorità vi è il tema legato alla sanità penitenziaria. Dopo la stoccata al governatore Emiliano, “unico caso di governatore e assessore alla Sanità”, Pilagatti rivolge l’attenzione alla telemedicina, affinché si riesca a superare la fase della sperimentazione e curare i detenuti all’interno dei penitenziari, dal momento che “medici senza alcuna preparazione e amici degli amici fanno uscire pericolosi reclusi anche per patologie ridicole o per visite a cui possono essere sottoposti all’interno del carcere”.
Sulla gestione sanitaria di Emiliano, Pilagatti non lesina critiche nemmeno in merito alle modalità con cui si sta cercando, in Puglia, di limitare i contagi da Covid. “Nella maggior parte delle regioni italiane sono stati fatti tamponi a tappeto sia ai detenuti che agli agenti penitenziari – prosegue -. Da noi, invece, si viene sottoposti al tampone soltanto in presenza dei sintomi”.

Il secondo punto critico per il candidato cittadino del Carroccio è quello relativo all’assenza, all’interno dell’aeroporto del Capoluogo, di un’area destinata alla Polizia Penitenziaria, in cui far sostare eventuali detenuti in partenza, nel caso di trasferimenti presso altre strutture carcerarie. “Nonostante l’enorme spostamento di detenuti a mezzo aereo, l’aeroporto di Bari è l’unico della nazione in cui non vi è un punto fisso – spiega ancora Pilagatti -, che ridurrebbe a zero i rischi legati a un eventuale coinvolgimento dei cittadini in tentativi di evasione”.

 

Il segretario nazionale del SAPPE scende in campo anche per riuscire nell’intento di trasferire il carcere di Bari fuori città, in quanto le abitazioni della zona sarebbero state soggette a una vera e propria svalutazione. “Si è tenuto in ostaggio un intero quartiere per farci stare il carcere, con i detenuti i condizioni igienico-sanitarie disastrose e con la Polizia Penitenziaria costretta a lavorare in ambienti malsani – prosegue Pilagatti -, quando poi c’erano 46milioni di euro, stanziati dal Governo Berlusconi nel 2010, per la costruzione di una nuova struttura fuori città; ma Vendola disse di no e il finanziamento fu destinato alla realizzazione di un altro penitenziario in Friuli”.

Altra questione di cui intende farsi portavoce Pilagatti è quella legata alla libera circolazione delle forze dell’ordine a bordo dei mezzi pubblici, esentando gli uomini e le donne in divisa dal pagamento del biglietto, poiché “in questo modo sarebbero incentivati a muoversi attraverso il trasporto pubblico, dando maggior sicurezza ai viaggiatori”. Ad oggi, infatti, non è prevista alcuna esenzione, ma soltanto un’agevolazione sulle tariffe.

 

La presenza dei altri tre candidati monopolitani del centrodestra, tuttavia, non spaventa Pilagatti, il quale afferma di non temere la dispersione dei voti, “perché credo di essere un valore aggiunto”, dice. Il suo elettorato di riferimento, come spiega alla redazione di Link24 il candidato del Carroccio, è costituito da addetti ai lavori e da cittadini che mirano alla sicurezza e alla legalità. “Non sono un politico di professione – conclude -. Sono anch’io un addetto ai lavori in questi ambiti e, se ne parlo, lo faccio con cognizione di causa”.