Scuola: lezioni in presenza, tranne se nuova emergenza. E la febbre si misura a casa

1150
ph. archivio
adv

Tutte le indicazioni fornite dalla Ministra Azzolina che puntualizza: “Le scuole non solo vanno riaperte, ma dobbiamo fare in modo che non richiudano”.

A meno di un mese dalla riapertura delle scuole in Italia e a qualche giorno in più in Puglia per via delle elezioni regionali del 20-21 settembre, la ministra all’Istruzione Lucia Azzolina lavora per il rientro in classe degli studenti. “È una priorità assoluta del Governo – scrive- perché è una priorità di tutto il Paese. Dal primo settembre le scuole apriranno per chi è rimasto più indietro. Dal 14 riprenderanno ufficialmente le lezioni. Le scuole non vanno solo riaperte -specifica su Facebook-, ma dobbiamo fare in modo che poi non richiudano. E serve la collaborazione di tutti”.

azzolina e1597738085235
La ministra Lucia Azzolina

Ma sulle modalità del rientro, anche alla luce degli aumenti dei casi positivi degli ultimi giorni, iniziano le prime perplessità da parte di genitori e sindacati che evidenziano ancora troppi problemi irrisolti. La ministra però è chiara, così come chiare sono le indicazioni fornite in maniera ufficiale sul sito https://www.istruzione.it/rientriamoascuola/. 

adv

Si tornerà in classe e il servizio sarà erogato con le lezioni in presenza. La didattica digitale potrà essere utilizzata in modo complementare e integrato solo nella scuola secondaria di secondo grado, come previsto nel Piano Scuola 2020/2021 del 26 giugno 2020 e come ribadito nelle Linee Guida per la Didattica Digitale Integrata. “Solo in caso di una nuova sospensione delle attività in presenza, dovuta a motivi emergenziali – si legge tra le FAQ- si renderà necessario il ricorso alla Didattica digitale integrata per tutti gli altri gradi di scuola”.

In attesa che il comitato scientifico per l’emergenza si esprima entro questo mese sull’obbligo di utilizzo della mascherina per gli studenti di età superiore a 6 anni, è ormai noto che per chi ha meno di 6 anni è già previsto che non si debba utilizzarla. Mentre ad indossarla, nelle scuole dell’infanzia, sarà il personale.

Altra questione: la misurazione della febbre. Se i protocolli di sicurezza prevedono l’obbligo di restare a casa in presenza di temperatura oltre i 37,5 ° o altri sintomi influenzali, la misurazione della stessa non avverrà a scuola, ma sarà compito delle famiglie. Il ministero spiega il perchè di questa scelta: “Uno studente che ha la febbre e non sa di averla non deve salire sull’autobus o stare in fila insieme ad altre centinaia di ragazzi davanti alla scuola. Sarebbe un rischio per l’intera comunità”.