Scuola, il Ministero: sì a piccoli gruppi di studenti in classe con Bes e disabili anche in zona rossa

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Per rendere effettivo il principio di inclusione di questi studenti. Il sottosegretario Sasso: “Un gesto di civiltà”. Una soluzione già messa in atto a fine ottobre a Monopoli dall’Istituto Comprensivo “Modugno-Galilei”. 

A seguito di alcune richieste di chiarimento pervenute, e a supporto dell’attività delle scuole, il Ministero dell’Istruzione ha inviato ieri ai dirigenti scolastici una nota operativa su alcuni aspetti relativi al Dpcm dello scorso 2 marzo 2021, sentito anche l’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità.

In particolare, la nota riguarda l’attività in presenza delle alunne e degli alunni con bisogni educativi speciali e con disabilità, ricordando che anche con il Dpcm del 2 marzo “resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso dei laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”, anche nelle cosiddette zone rosse.

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Dove ricorrano le condizioni per la frequenza, anche in zona rossa, da parte di studentesse e studenti con bisogni educativi speciali e con disabilità, le scuole, con l’obiettivo di “rendere effettivo il principio di inclusione valuteranno di coinvolgere nelle attività in presenza anche altri alunni appartenenti alla stessa sezione o gruppo classe – secondo metodi e strumenti autonomamente stabiliti e che ne consentano la completa rotazione in un tempo definito – con i quali gli studenti BES possano continuare a sperimentare l’adeguata relazione nel gruppo dei pari, in costante rapporto educativo con il personale docente e non docente presente a scuola”.

galileiIl sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso ha commentato in questi termini: “Lasciamo la possibilità ai dirigenti scolastici, nel rispetto dell’autonomia, di organizzare dei piccoli gruppi di alunni in presenza, che non prevedano però selezioni e discriminazioni in base al tipo di lavoro svolto dai genitori. Una turnazione, organizzata nei tempi e nei modi che i dirigenti scolastici intenderanno attuare, appare la soluzione più semplice. Una battaglia della Lega, un gesto di civiltà e rispetto, che non incide sulle condizioni epidemiologiche, ma che restituisce un minimo di serenità e fiducia ad alunni e famiglie”. Questo tipo di soluzione era stata messa in atto, per la prima volta a Monopoli, all’Istituto Comprensivo Modugno-Galilei già a fine ottobre.