Secundo: “Quest’anno un turismo domestico, ma iniziamo a programmare il futuro”

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Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di un lettore che invita gli operatori del settore a fare fronte comune per ripartire.

Gentile Direttrice,
ringraziandola per lo spazio concessomi, vorrei condividere alcune mie considerazioni riguardo l’ “industria turistica” monopolitana, affinché ci sia una presa di coscienza da parte di tutti i portatori d’interesse, residenti inclusi. E allora è giusto che tutti guardino alla realtà con gli stessi occhi, perché se ci limitassimo a dire che andrà tutto bene, ci staremmo prendendo in giro. Mi scuso con i lettori ma mi sento in dovere, oggi più di ieri, di affrontare questo tema a me troppo caro e per voi (in gran parte), da 10 anni a questa parte, fonte di reddito. Fiumi di domande spuntano all’orizzonte:
Quando arriveranno i soldi promessi dal governo?
Quali misure dovremo adottare alla riapertura?
Le persone sono pronte a tornare a viaggiare?
Dovremo abbassare i prezzi?
Quanto ci vorrà per tornare ai livelli del 2019?
Dinanzi a questo “paniere di interrogativi” un senso di angoscia, di ansia e preoccupazione sale vertiginosamente sino a causare uno stato di profondo turbamento. La verità è che nessuno lo sa perché non ci sono serie storiche o territoriali che insegnino. E perché il futuro non si può sempre prevedere, questa è una grande lezione da conservare e da cui tutti dobbiamo imparare.
Per fare l’imprenditore non è sufficiente avere soldi e, mai come oggi, mentre il revenue, i forecast e il fatturato si azzerano davanti ai vostri occhi, abbiamo bisogno di un equilibrio che non si può trovare evidentemente nei numeri.
Dobbiamo sfruttare le settimane che ci restano prima della ripartenza, poche o tante che siano, per acquisire consapevolezza. La storia ci insegna che non è forte chi non cade, ma chi, cadendo, ha la forza di rialzarsi.

secundo
Francesco Secundo

Per fortuna, la destinazione turistica Monopoli, così come la Puglia, rientra in un mercato di oligopolio dove le maggiori barriere all’entrata sono rappresentate da attrazioni naturali uniche e ad esse dobbiamo tanto se non tutto. A differenza di Milano, Venezia, Roma, noi sappiamo come la nostra piazza reagirà ma ci vorrà del tempo. Non è nella fase 2 o 3 che tutto ritornerà alla normalità. Sì, è vero, dovremmo puntare tanto al turismo domestico ma sappiamo che non è quello il solo obiettivo perché una stagione corta (la stagionalità italiana dei mesi estivi) significa costi elevati.
Si stima che i risultati  ottenuti nel 2018/2019 difficilmente potranno ripetersi in un orizzonte temporale inferiore da qui a 3 anni.

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Il mio suggerimento è quello di cominciare a fare del “movimentismo costruttivo” e darsi da fare interpellando le istituzioni, convocando delle videoconferenze tra imprese, agendo di fatto senza sigle ma, avendo come denominatore comune, una forte unione di intenti. Dobbiamo prendere in mano il nostro futuro lavorativo e per questo abbiamo bisogno di idee costruttive da parte di tutti i protagonisti del settore, tutelando loro e chi sarà nostro ospite. Nulla sarà più come prima. D’altronde “si sale con le scale e si scende in ascensore”. Ma ogni destinazione cresce nella misura in cui cresce la persona che la guida. Per cui diamo fondo a tutto l’ottimismo che riusciamo a generare perché insieme ci riprenderemo quello che è nostro. Siamo molto più del lavoro che facciamo!

Francesco Secundo