Si infila una moneta nella narice, salvata in extremis una bambina di 4 anni

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E’ bastato un attimo di distrazione e una bambina di 4 anni di Conversano si è infilata una monetina da un centesimo nella narice. L’episodio, riferito dalla Gazzetta del Mezzogiorno, è avvenuto sabato mattina. La piccola è stata portata in ospedale al San Giacomo, con grande preoccupazione dei genitori. Il rischio infatti era che la moneta, localizzata quasi in coana nasale, scendesse fino alle corde vocali, non facendo più respirare la bambina. Una corsa verso l’ospedale per apprendere poi che gli interventi per i minori sotto i 14 anni non si possono fare, secondo quanto stabilito dal dispositivo del rischio clinico, largamente contestato dai medici e in vigore da quasi un paio d’anni. I minori infatti che necessitano di un intervento devono essere trasportati negli ospedali di Lecce, Matera, Foggia, Brindisi o Barletta. La situazione però era particolare e si doveva agire in fretta, trattandosi di un codice rosso. Così, con il consenso dei genitori e con l’ok del direttore sanitario Vincenzo Fortunato, si è proceduto ugualmente all’intervento, in anestesia generale, portando la piccola in sala operatoria. Ma su questo caso particolare emergono oggi nuovi dettagli, raccontati a Link24 da fonti mediche. Era necessario dunque addormentare la bambina, ma stando a quanto riferito, l’anestesista che era in turno sabato mattina non se l’è sentita. Per questo si è provveduto a chiamare il direttore facente funzione dell’Unità Operativa Complessa di Anestesia e Rianimazione, Franco Sparviero, che ha agito insieme alla dottoressa anestesista Lucianna Addante. A fare il resto il responsabile dell’Otorino, il dottor Egidio Dalena con il dottor Alberto Spinelli. Ma Dalena, al momento in cui è arrivata la bambina non era in servizio in ospedale, dato che si trovava a moderare un congresso a Bari. E’ stato chiamato, ha lasciato tutto e si è precipitato al San Giacomo, dove è intervenuto con il collega, salvando la piccola. Un intervento rapido, eseguito per via endoscopica con grande professionalità dai medici, che sono così riusciti a estrarre il corpo estraneo. I medici a questo punto richiedono un Pdta, un percorso diagnostico terapeutico e assistenziale e che stabilisca come intervenire per operare i bambini. Un criterio stilato dalla Asl che non li ponga in difficoltà nello svolgere il loro lavoro, specialmente quando accadono casi come questo, dove occorre agire in fretta per salvare una vita.

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