SI: “Monopoli tra movida, vivibilità e socialità: un equilibrio (im)possibile?”

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“Governare l’estate senza dividere la città è la vera sfida per un’Amministrazione locale. Quella di Monopoli non ci ha mai provato”, scrive Sinistra Italiana in questa nota inviata alla stampa. 

A Monopoli, l’estate non è solo una stagione: è un banco di prova. È il momento in cui si misura la capacità di una comunità di restare se stessa mentre accoglie migliaia di persone, di essere viva senza diventare invivibile.

Negli ultimi anni, la città ha conosciuto una crescita esponenziale del turismo e della vita serale. Il centro storico, le piazzette, la costa si animano fino a tardi: cene, musica, socialità. È un segnale positivo. Significa che Monopoli è attrattiva, che genera economia, lavoro, opportunità.

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Poi c’è l’altro lato della medaglia: i riflessi sulla città di una gestione non controllata del fenomeno turistico. Non porsi questo tema significa raccontarsi una bugia: perché non lo inventiamo noi, ma è al centro del dibattito di tantissime città europee e di molte zone a forte intensità turistica.

Se chi gestisce la cosa pubblica non cerca, spesso rischiando l’impopolarità, di armonizzare le tante e diversificate esigenze, gli opposti interessi presenti arriveranno rapidamente allo scontro, come se la coesistenza non sia possibile. In questo modo, chi si occupa di intrattenimento arriva presto a scontrarsi con chi si occupa di ospitalità – turistica o residenziale che sia – e con buona parte dell’opinione pubblica se degli amministratori pubblici, capaci e disinteressati, non si sforzano di condividere con tutti gli attori coinvoltiregole chiare e indicazioni ragionevoli.

sampietro mastronardii
Sampietro e Mastronardi di Sinistra Italiana

Se dopo aver favorito l’aumento dei locali, attraverso incentivi, riduzioni e politiche di attrazione, si decide di aprire la strada a una vigilanza rigida e non funzionale all’obiettivo, il rischio concreto è che il giocattolo si rompa. Obiettivo che dovrebbe essere quello di rendere chiaro cosa si può fare, dove e quando senza correre rischi.

Ecco, Monopoli si trova a questo punto del guado. Non si affronta la complessità del fenomeno, ma lo si controlla con un eccesso di severità formale, che fa pensare, talvolta, più a una ricerca del cavillo che a un accompagnamento a osservare in maniera ferrea le regole. Sempre che di regole, chiare e valide per tutti, si possa parlare. In mezzo rimangono l’operatore, che non sempre sa come comportarsi, e il cittadino (o il turista) che non vede migliorare la propria vivibilità personale né quella del luogo. E così, se una delle due parti scrive o parla, l’altra insulta.

Tutto questo accade perché la città ha smesso di parlarsi e ascoltarsi. Chi dovrebbe favorire il confronto, l’Amministrazione pubblica, ha volutamente rinunciato a questo ruolo. Niente tavoli di concertazione, niente tentativi di trovare nuove regole di convivenza, nemmeno per quelle norme che abbiamo già scritto e pagato.

Sarebbe infatti ora, per esempio, che l’Amministrazione tiri fuori dal cassetto il Piano di Zonizzazione Acustica, affidato a una società esterna a settembre scorso per quasi 44.000 euro, e avvii il percorso per la sua discussione e approvazione. Sono 44.000 euro del nostro bilancio comunale, delle nostre tasche di cittadini. Iniziando ora, in pochi mesi potremmo approvarlo e dalla prossima stagione estiva vederne i primi risultati.

La concertazione e la pianificazione sono lo strumento che rende più sensibili anche gli Enti sovraordinati, i quali accoglierebbero con favore la volontà di una città a organizzarsi per una migliore gestione dell’esistente.

Davvero il PZA da solo è sufficiente per risolvere questioni così grandi? Non del tutto, ma il suo ruolo è centrale. Diverse altre criticità vanno risolte. Ma con regole più chiare per tutti, ognuno saprebbe cosa fare e cosa aspettarsi, come programmare il proprio futuro personale, imprenditoriale e di vita. La città tornerebbe a parlarsi, cosa che ormai le viene impedito da tempo.

La domanda è semplice e naturale: perché le viene impedito, se tutti avremmo solo da guadagnarci? Perché affidare un Piano e poi lasciarlo nel cassetto, con il rischio di riprenderlo vecchio e obsoleto, buttando al mare fondi pubblici?

Sinistra Italiana Monopoli