Sla, assistenza inadeguata, Tuccino: “Tolgo il disturbo, chiedo l’eutanasia”. La Asl: “Supporto potenziato”

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Pasquale Tuccino Centrone Ph. Facebook
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Dopo il post Facebook scritto da Pasquale Tuccino Centrone, ristoratore di Polignano, affetto da Sla da 13 anni, arriva la risposta della Asl. 

Un post Facebook che è un pugno nello stomaco, crudo, autentico, lucido. A scriverlo, il giorno di S. Valentino, Pasquale Tuccino Centrone, il ristoratore di Polignano (Da Tuccino), paziente affetto da Sla.
“La malattia é gia’ bastarda di suo ed ogni giorno si prende una parte di me, peggioro.
Forse non mi sono spiegato bene che ho bisogno di una assistenza stabile e duratura, che impari le mie abitudini. Non mi mandate piu’ queste assistenze occasionali a ” prestazioni ” che poverini non sanno da dove iniziare. Io più di una persona che mi assiste non me la posso permettere e non voglio più dare impegni alla mia FAMIGLIA. Basta sono stanco non mi piace piu’ vivere in questo modo é diventata una AGONIA, tolgo il disturbo.
E quindi nomino il Presidente EMILIANO ed il dottor LOPALCO esecutori della mia volonta’ alla ricerca della pace che merito, attraverso l’ EUTANASIA. Come fece il DJ FABO con MARCO CAPPATO.Non mi dite nulla e non mi inviate messaggi privatamente. Accettate la mia volonta’, vi prego, non é una resa”.  Questo quanto scritto da Tuccino che ha colpito tantissimo l’opinione pubblica e moltissime sono state le condivisioni del messaggio e i commenti al di sotto del post, ripreso a livello da testate a livello nazionale.

 

Asl Bari e1579165028390Oggi, la risposta della Asl, che in una nota chiarisce: “Nell’ottica di un costante impegno che la direzione della ASL adotta per fare in modo che l’assistenza a questi malati fragili non venga mai interrotta, il distretto socio sanitario 12 competente del territorio di Polignano era già intervenuto nei giorni scorsi per l’aggiornamento e l’integrazione tempestiva del piano terapeutico auspicato dal paziente Pasquale Tuccino Centrone, affetto da SLA.

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Per superare le criticità legate alla carenza di personale infermieristico sopraggiunta nella cooperativa che gestisce il servizio, il distretto ha infatti provveduto ad integrare il piano di assistenza, predisponendo la presenza di un infermiere e di un oss, rispettivamente per 5 ore al giorno. Il direttore del distretto 12 Antonio Milano – in accordo con la famiglia Centrone – è venuto incontro alle esigenze dell’assistito e dei suoi famigliari, e ha previsto una infermiera dedicata, in supporto e in affiancamento agli infermieri della cooperativa responsabile della assistenza.

C’è massima attenzione da parte della ASL alla assistenza domiciliare, e all’intervento dei distretti si aggiunge anche l’attività periodica e costante della Unità operativa di fragilità e complessità che ha in carico circa 580 pazienti con patologie neurodegenerative, assicurando a domicilio procedure come inserimenti di Picc (cateteri centrali ad inserzione periferica tracheobroncospie, cambi cannule tracheali e PEG per la nutrizione artificiale) , e controlli continui per verificare lo stato di salute degli stessi”.