Suma: “La cultura produce turismo e ricchezza. Con il Cinema Monopoli cresce”

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La risposta del Direttore artistico del SudEstival alle dichiarazioni di Michele Mitrotti, che aveva parlato di un’esagerazione di contributi pubblici per manifestazioni culturali. 

Conosco Michele Mitrotti e ne ho sempre apprezzato la franchezza. E’ tra le tante persone di vedute politiche differenti dalle mie con le quali intrattengo sempre rapporti affettuosi e rispettosissimi. Però, la sua dichiarazione mi è sembrata ingenerosa. E lo è per una serie di ragioni che vi illustro:
1.Non si può confondere la programmazione culturale di una città con le politiche sociali. Abbiamo due assessorati distinti, non a caso. L’Assessore Ilaria Morga gestisce egregiamente le politiche di sostegno e di assistenza alle fasce deboli della città, l’Assessore Rosanna Perrici si impegna quotidianamente della programmazione culturale della città, a favore di giovani, adulti e anziani della medesima.
2.Il bilancio finanziario di una città, come Michele Mitrotti sa bene, contempla vari capitoli di spesa, i quali non possono essere sovrapposti. Vi faccio un esempio: la tassa di soggiorno ha una specifica destinazione e non la si può dirottare sui bisogni individuali dei cittadini. Essa va impiegata per investimenti turistici e culturali, in modo anche da spiegare ai turisti che l’euro versato migliora i luoghi e la qualità di essi. Almeno nelle intenzioni…
3.Le manifestazioni culturali hanno il compito (e il merito, se conquistato e verificato) di essere grandi attrattori di presenze. Ho sempre detto che il Salento senza la “Notte della Taranta” sarebbe rimasto solo lo sperone dell’Italia e un bel mare estivo! Le manifestazioni culturali mettono al centro dell’attenzione nazionale i luoghi e sviluppano interessi, producono flussi. A Michele Mitrotti voglio ricordare che Benito Mussolini decise di rilanciare Venezia proprio fondando il festival del cinema, che a tutt’oggi esiste, e istituendo pure la “Coppa Mussolini” come premio! Pertanto, caro Michele, la cultura produce turismo, così come anche il calcio pacifico e sportivo (lo sostengo da sempre) sviluppa turismo ed economia. E anche i culti sviluppano turismo ed economia, altrimenti non si parlerebbe di turismo religioso.

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Carlo Verdone a Monopoli

4.Se una manifestazione cinematografica o fotografica muove gente, la stessa gente conoscerà Monopoli, e – lo dico brutalmente – “spenderà” a Monopoli, come capita a noi quando ci spostiamo altrove. La cultura dà lavoro, crea occupazione, “dà da mangiare”, caro Michele. Per polemiche politiche non si può nascondere e negare tale realtà. Hai idea di quanti benefici economici, nel suo piccolo, il Sudestival procuri alla città? I soldi dei finanziamenti vanno in tale direzione e producono benefici a tutti, al territorio, non ad una sola persona. Perché affermare una tale sciocchezza e sollevare sospetti verso persone oneste e laboriose?!
5.In più, oggi mi permetto di rivendicare una intuizione e una convinzione che già dieci anni fa ebbi modo di esporre in sala consiliare, quando mi spesi per far aderire Monopoli all’Apulia Film Commission, e che da sempre ha accompagnato la mia attività cinematografica: il cinema avrebbe e ha fatto conoscere Monopoli. Il cinema continuerà a far conoscere Monopoli. Così come sul grande schermo gli italiani hanno conosciuto Roma con i film di Alberto Sordi e di Totò, oggi Monopoli viene conosciuta attraverso i film che vengono girati nella nostra città. E dimostratemi il contrario!
6.Avresti avuto Carlo Verdone a Monopoli senza il cinema? Avresti avuto a Monopoli Pupi Avati, Valerio Mastandrea, Vittorio Taviani, Sergio Rubini e tanti altri senza il Sudestival? Non solo: ogni volta che si gira un film a Monopoli, arrivano soldi per tutti, dalle comparse alle strutture ricettive, dalle figure professionali locali del cinema ai ristoranti, dalla manovalanza ai negozi di ogni genere. Anche Michele Mitrotti deve riconoscere al cinema il merito di avere dato a Monopoli una notorietà nazionale ed internazionale. Il Sudestival a maggio ha firmato un Protocollo di scambi cinematografici con l’Armenia di durata triennale, perché convinti che tale strada produca benefici anche economici per chi vive nella nostra città. Senza il cinema e il Sudestival, senza la fotografia e il PhEST, Monopoli sarebbe una meta in Italia, in Europa e per l’Armenia? Credo proprio di no, Michele.

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Infine, caro Michele, sorrido a pensare te e Tremonti a braccetto! Anche lui dichiarava che “con la cultura non si mangia”! Oggi è scomparso dai nostri radar.
Allora, io ti consiglio, visto che l’abbiamo fatto rinascere, proprio di frequentare il nostro “Radar”, di registrare il potere di attrazione della cultura e di non fare la fine di Tremonti. Almeno tu.

Con sincero affetto,
Michele Suma,
Direttore artistico del Sudestival