Tap e giacimenti di gas da sfruttare: le riflessioni di un lettore

193
adv

Riceviamo e pubblichiamo il contributo di un lettore sulla questione metanodotto e sulle ricerche ed estrazione di gas. Spett.le LINK24,
un articolo di Repubblica del 4 Febbraio scorso “
Gas,la rivincita del TAP: l’Europa vuol raddoppiare ” descrive quanto le autorità comunitarie stiano apprezzando il contributo dato da questo metanodotto in un momento di grave difficoltà per l’approvigionamento energetico italiano ed europeo. Nell’articolo si riferisce anche di una delegazione di Bruxelles che si è recata a Baku per concordare il raddoppio del flusso di gas. Per chi non lo sa il TAP è il metanodotto che, attraversando l’Adriatico, ci porta ilgas dall’Azerbaijgian. Dovremmo tutti avere l’onestà intellettuale di andare indietro con la memoria -di qualche anno- e ricordare quanto sia stata osteggiata in Puglia la costruzione di questa conduttura! Fortunatamente, nonostante i “nostri sforzi”, alla fine questaconduttura è stata realizzata e fornisce dal 31/12/2020 il 10% del gas che necessita al nostro Paese. Nel punto di arrivo del “tubo” sotto la spiaggia di Melendugno, nessuno si accorge della suapresenza, dato che si trova parecchi metri sotto terra. E gli ulivi che erano stati espiantati e conservati per far posto allo scavo nelle campagne, ora sono stati per gran parte riposizionati e -ironia della sorte- integrati da altri 930 resistenti al batterio della Xylella inuna zona da questo martoriata (Huffingtonpost “Il gasdotto TAP un anno dopo” 31/12/21).Questi sono i fatti; e ci portano a riflettere su quanto sia difficile da comprendere la tesi di coloro che ritengono che la politica energetica italiana si debba determinare su base regionale. Sarei curioso di sapere se c’è al mondo un altro paese che deleghi lapropria politica energetica alle singole amministrazioni locali. LA MIA OPINIONE SULLE COMPETENZE RIGUARDANTI LA POLITICA ENERGETICA È LASTESSA CHE HO PER LA SANITÀ: DOVREBBERO ESSERE ENTRAMBE RISERVATEALLO STATO CENTRALE. Infatti in tempi di pandemia molti stanno riflettendo sull’opportunità che anche la sanità torni allo Stato per ragioni di economicità, standardizzazione, efficienza, omogeneità territoriale della qualità del servizio a tutela dellasalute dei cittadini ovunque risiedano.MA PER TORNARE AL TEMA ENERGETICO, VORREI ESPRIMERMI IN PARTICOLARESULLA QUESTIONE DELLE TRIVELLAZIONI IN ADRIATICO. SONO ASSOLUTAMENTECONTRARIO A RICERCHE ED ESTRAZIONI DI PETROLIO: UN QUALSIASIINCIDENTE (ANCHE MINIMO) SU UNA PIATTAFORMA DI RICERCA/ESTRAZIONEAVREBBE CONSEGUENZE DEVASTANTI SULL’AMBIENTE MARINO. Si sa -tra l’altro- che di petrolio in Adriatico ce n’è poco e di scarsa qualità, e questo dovrebbe bloccare anche le argomentazioni di chi è meno sensibile ai problemi ambientali.Diverso mi pare il discorso relativo alla ricerca ed estrazione di gas. Che io sappia, di incidenti su piattaforme di estrazione di gas ce ne sono stati pochissimi nel mondo ed in Italia. In ogni caso le conseguenze hanno riguardato un’area ristretta, dato che il metano non si diffonde in acqua. Le prospezioni hanno assicurato che sotto l’ Adriatico giacciono gran parte degli oltre 100 (secondo alcuni molti di più) miliardi di metri cubi di metano che si stimano essere nel sottosuolo italiano e che altri paesi ci invidiano. Di contro, laestrazione italiana di gas si è ridotta a soli 3 miliardi di metri cubi annui: una inezia di fronte ai nostri bisogni! IL GRADO DI AUTOLESIONISMO DEL NOSTRO PAESE RAGGIUNGE VETTE INCREDIBILI ANCHE IN QUESTO CAMPO: PENSATE CHE ABBIAMO CHIUSO QUASI COMPLETAMENTEL’EROGAZIONE DAI GIACIMENTI DELL’ALTO ADRIATICO , MA DAGLI STESSISSIMI GIACIMENTI -PIÙ IN LÀ NELLE LORO ACQUE TERRITORIALI- PRELEVANO METANO I PAESI DELL’ALTRA SPONDA ADRIATICA. ANZI, LUNGO TUTTA L’ALTRA SPONDA DELL’ADRIATICO DA NORD A SUD I PAESI NOSTRI DIRIMPETTAI STANNO INCREMENTANDO RICERCHE E PRELIEVI. QUEST’ULTIMO ASPETTO LO STANNO METTENDO IN EVIDENZA, IN QUESTI GIORNI, GIORNALI E TV. Certo, se vivessimo nel più bello dei mondi possibili e avessimo sicurissime centrali nucleari a fusione (si badi: non le attuali a fissione !) potremmo, in Italia, avere energia elettrica in grandi quantità; senza dover sottostare ai possibili ricatti di chi ci fornisce il gas ma ha anche mire espansionistiche sull’Ucraina. Purtroppo non è così, e famiglie ed aziende stanno subendo una stangata micidiale sui prezzi di gas e luce. Sarà già molto se nonne andrà di mezzo anche la nostra sovranità economica …e politica.Io credo che , per alleviare i nostri problemi energetici, potremmo incrementare il prelievo del gas utilizzando piattaforme d’estrazione posizionate in mare sui nostri giacimenti ad almeno una decina di KM a largo; sarebbero sicure e nemmeno visibili dalla costa. Ritengoinfatti che le le fonti rinnovabili siano assolutamente da incrementare ma – essendo a bassa densità energetica e discontinue nella produzione – non possono essere le uniche da utilizzare.D’ALTRONDE È MEGLIO INCREMENTARE L’USO DI GAS PER PRODURRE ENERGIA ELETTRICA CHE NON RIPRENDERE A BRUCIARE CARBONE COME SI PAVENTA. E POIMI CHIEDO: È MAI POSSIBILE CHE SOLO NOI ITALIANI CHIUDIAMO IMPIANTIDI RICERCA ED ESTRAZIONE DI GAS, MENTRE TUTTI GLI ALTRI IN EUROPA-COMPRESI GLI SCANDINAVI- FANNO L’OPPOSTO? SICURI CHE QUELLIINTELLIGENTI SIAMO NOI ?Concludo queste mie personalissime riflessioni, che offro al dibattito generale, affermando che bisogna avere un approccio prudente e consapevole ai problemi di approvigionamento energetico e fare delle scelte razionali e non utopiche, che tengano conto -insieme- delladifesa dell’ambiente e della intrinseca debolezza economica del nostroPaese. Si badi: le scelte o le facciamo noi autonomamente o sarannogli altri -prima o poi- ad imporcele.D. A.

adv