Troppa gente in giro, Annese: “Se ci ammaliamo tutti insieme si dovrà scegliere chi curare”

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Parole forti dal primo cittadino, a cui quello di oggi è parso un normale lunedì dell’anno. “Cosa ancora non è chiaro?” chiede.

Ancora troppa gente in giro. Il sindaco Annese non sa più come ripeterlo che si deve stare a casa. Quello di oggi gli è parso un normale lunedì dell’anno, non di certo un lunedì da picco di emergenza coronavirus. Il primo cittadino se n’è accorto personalmente quando è uscito per recarsi al Comando della Polizia Locale per mettere giù le prime bozze per la gestione delle somme che saranno date dal governo a sostegno dei Comuni. “Mi sono reso conto – ha scritto- che a parte le serrande abbassate che mi fanno una tristezza assurda, l’afflusso della gente in giro sembrava quello di un normale lunedì mattina. Ed allora mi chiedo: che cosa non è chiaro? Che cosa non sono riuscito a comunicare? Non avete compreso la facilità di contagio del coronavirus? Non avete compreso la situazione dei nostri ospedali?”. 

Toni forti, senza mezzi termini. E per rendere ancora meglio il concetto, Annese incalza: “Non è chiaro che se ci ammaliamo tutti insieme dovranno scegliere se curare noi o i nostri genitori? Quale parte non è particolarmente chiara?”.

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