“Truffa dei biglietti ferroviari”, assolti i titolari per non aver commesso il fatto

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Era l’aprile del 2016 quando 92 pendolari, dopo aver ricevuto ognuno una sanzione da 300 euro, denunciarono i responsabili dell’esercizio commerciale in cui avevano acquistato i biglietti.

Era stata definita la “truffa dei biglietti ferroviari”. Parliamo di un fatto di cronaca accaduto nell’aprile del 2016, quando 92 pendolari monopolitani della tratta Monopoli-Bari denunciarono i titolari di un esercizio commerciale che aveva venduto loro i biglietti, risultati falsi al momento del controllo. Ognuno di questi viaggiatori era stato sanzionato con una pesante multa da 300 euro, che tutti chiesero di annullare. Partirono le indagini e i due titolari dell’attività furono rinviati a giudizio con l’accusa di aver venduto biglietti falsi e di truffa verso le persone e anche verso Trenitalia.

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L’avvocato Giuseppe Carbonara

Ieri si è tenuto il processo dinanzi al giudice monocratico della II sezione penale del tribunale di Bari e i titolari dell’attività, riferisce il loro legale, l’avvocato Giuseppe Carbonara, sono stati assolti per non aver commesso il fatto. “Non c’erano prove – specifica il legale – che i titolari fossero a conoscenza del fatto. Tra l’altro, quando si è verificato il problema, loro sia tramite comunicazioni via e-mail, sia via fax, avevano segnalato un cattivo funzionamento del sistema di emissione dei biglietti”. Biglietti che, tramite uno specifico codice erano invece associati ad un’altra tratta e i cui proventi non finivano nelle casse di Trenitalia.

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