Tsunami nella Pro Loco. Lasciano tutti i collaboratori

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L'immobile di banchina Solfatara
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I sette monopolitani erano entrati nella “Perla di Puglia” a luglio scorso, ma oggi ne prendono le distanze: “Non siamo mai stati coinvolti”.

Erano entrati a far parte della Pro Loco lo scorso luglio per contribuire, con nuove idee, alla promozione turistica del territorio. Oggi, però, a soli quattro mesi di distanza dal loro ingresso, tutti i sette collaboratori subentrati si tirano fuori dalla “Perla di Puglia”. I nuovi arrivi erano stati salutati con piacere dall’assessore al Turismo, Cristian Iaia, che attraverso un comunicato del Comune aveva augurato un buon lavoro a Francesco Secundo, Paolo Quaranta, Antonio Martiradonna, Samuele Ippolito, Gianvito Paciello e Giacomo Comes, ai quali, in un secondo momento, si era aggiunto Donatello Tagliente. Ma le cose sarebbero andate diversamente da come prospettato e, la scorsa settimana, Secundo ha rotto il ghiaccio. In una nota inviata alla stampa, infatti, il giovane monopolitano ha annunciato la sua la sua fuoriuscita dalla Pro Loco locale, adducendo un mancato coinvolgimento dei nuovi arrivati nelle scelte dell’associazione e l’inattività di alcuni organi costitutivi. Sino a giungere alla rimozione dal gruppo WhatsApp, lo scorso 5 novembre, da parte del presidente Francesco Barnabò: la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La nota di Secundo è stata poi condivisa anche degli altri sei (ormai) ex-collaboratori.

Tra questi vi è Paolo Quaranta, il quale da circa un mese si è fatto da parte, continuando, nel suo piccolo, a fornire un contributo in occasione di alcuni eventi di carattere turistico. “Ho capito che non si sarebbe mai venuta a creare quel genere di collaborazione che auspicavamo – spiega Quaranta a Link24 -. Non ci sentivamo coinvolti, come avrebbe dovuto essere nell’ambito di una collaborazione, ed ho capito che la situazione non sarebbe migliorata col tempo; per questo ho deciso di lasciare stare l’ingresso in qualità di socio, preferendo spendere forze ed energie per la città. Ora continuerò a dedicarmi al mio partito (Noi con Monopoli, ndr.), alle mie idee e soprattutto alle proposte che giungono dai cittadini, ascoltando tutti”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il parere di Gianvito Paciello e di Samuele Ippolito, quest’ultimo rammaricato per la mancata possibilità di poter dire la sua nell’ambito dell’associazione. “Ci avrebbe fatto molto piacere instaurare una collaborazione, portando le nostre idee per sostenere un interesse comune, ma non ci è stata data la possibilità – spiega Ippolito -. Pertanto, mi sembra giusto chiudere questa parentesi con la Pro Loco. Siamo una squadra compatta e andremo avanti con i nostri progetti e le nostre idee”.

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Secondo l’opinione di Donatello Tagliente, la voglia di perseguire il bene di Monopoli rappresenta il comun denominatore che continua, nonostante quanto accaduto, a tenere uniti i sette ex collaboratori della Pro Loco. Relativamente al suo abbandono, determinante sarebbe stata la mancanza di chiarezza. “La mia unica richiesta era ricevere un po’ di chiarezza amministrativa sul passato, prima di affrontare e ricostruire un’associazione tanto rinomata – chiosa per l’appunto Tagliente -. Abbiamo dedicato tempo per dar vita a nuove iniziative fantastiche per la città, ma non c’è stato alcun riscontro. Siamo un gruppo compatto, vivo e con tanta voglia di lavorare per la città”.
Il mancato ascolto dei nuovi arrivati, per Giacomo Comes, che dichiara di aver avuto in mente anche alcune proposte da presentare ai vertici, rappresenterebbe un’occasione persa per l’associazione di promozione turistica. “La Pro Loco sarebbe stata il giusto contenitore per tutti noi; una Pro Loco per tutti coloro che avrebbero voluto avvicinarsi al nostro progetto per migliorarla e renderla davvero operativa – riferisce Comes -. C’era un grande spirito d’iniziativa tra di noi, ma per una serie di circostanze sconosciute non si sono poste in essere le condizioni per il nostro ingresso ufficiale. Sono rammaricato per tutto ciò, perché credo che lo scopo della Pro Loco debba essere, in primis, quello di accogliere chiunque abbia voglia di farne parte, mettendo a confronto idee lungimiranti utili alla valorizzazione, alla promozione e allo sviluppo del territorio”.
Solidale con il resto del gruppo e concorde sulle rispettive motivazioni espresse, Antonio Martiradonna specifica di aver sposato con entusiasmo l’idea di far parte della Pro Loco, da cui oggi si dissocia.