Turismo a Monopoli, Manisporche: “Siamo certi si tratti di un’attività vantaggiosa per le tasche di tutti i cittadini?”

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ph. archivio Giovanni Barnaba
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“Pensiamo che il turismo, così come è oggi, poco abbia a che fare con l’innovazione e molto ancora con l’evasione, il lavoro precario, i salari bassi”, scrive la consigliera comunale Maria Angela Mastronardi. 

L’estate, quella rovente è appena iniziata e l’amministrazione Annese bis, tra spiagge, mobilità, parcheggi ed eventi si gioca la sua credibilità dinanzi a un 70 % di consensi elettorali, ma diremmo dinanzi a tutti i cittadini. Andiamo con ordine. Il turismo, promosso nelle fiere a suon di quattrini, ricavati per lo più dal quasi un milione di euro di tassa di soggiorno, risponde alle aspettative di coloro che soggiornano in città? Dopo anni di prove ed errori, il governo cittadino è in grado di proporre un’accoglienza di qualità in termini di servizi? Si sono armonizzate le necessità dei cittadini di Monopoli con quelle degli ospiti? Il turismo sostiene davvero l’economia cittadina? E a quale prezzo? Il territorio e il paesaggio sono rispettati e valorizzati in modo sostenibile?

Se ci animasse solo una vis polemica, ai quesiti potremmo rispondere con un secco NO. Ma il nostro intento è quello di ragionare e cercare di capire, con un minimo di lungimiranza, quale futuro è riservato alla città, alla sua economia e al bene dei cittadini.

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mastronardiIntanto pensiamo che il concentrarsi sul turismo e sul caos che esso inevitabilmente ingenera quando, come a Monopoli, non è gestito in modo sostenibile, sia un argomento che funge da distrattore di massa. Crediamo che sia ormai evidente l’improvvisazione con cui, a distanza di anni, sono affrontati i soliti problemi come gli accessi alle spiagge libere (pochi e in condizioni precarie), il monitoraggio e la salvaguardia della costa, l’implementazione e la manutenzione del verde urbano, il mancato controllo sulle emissioni sonore nelle ore di riposo notturno, l’organizzazione del traffico e dei parcheggi.

Una distrazione collettiva da quelle emergenze che graffiano la pelle dei cittadini come la penuria di abitazioni in locazione lunga, la difficoltà nella spesa alimentare, l’esosità delle cure sanitarie, la gestione casalinga e solitaria delle malattie degenerative degli anziani, la rinuncia delle giovani coppie a mettere al mondo bambini, la difficoltà per le ragazze e per i ragazzi a prefigurare il proprio futuro. Il bilancio comunale alle emergenze sociali dedica una parte davvero esigua di fondi, soprattutto se confrontati con quelli investiti sugli eventi musicali o culturali.

Un solo esempio: l’aiuto annuo per i canoni di locazione ammonta a 70mila euro, mentre la due giorni di RDS ha avuto un costo di 170mila euro, dimezzabili qualora intervenga la Regione. L’obiezione immediata potrebbe essere che il turismo genera altra ricchezza e innalza il Pil locale. È interessante a questo punto capire quanta e quale ricchezza produce il turismo.

A Monopoli è sicuramente un’industria in espansione ma deve fare i conti con il denaro in uscita, ad esempio per la manutenzione e la vivibilità dei luoghi. Se consideriamo l’impatto sulla vita quotidiana è evidente che in una famiglia in cui nessuno guadagna dal turismo o dai suoi settori, ci saranno soltanto disagi: servizi come la nettezza urbana o la sanità insufficienti, prezzi che aumentano, minore sicurezza e mobilità difficili.

Pensiamo a quanto la Puglia sia sitibonda e al consumo di acqua quasi raddoppiato per l’uso delle tante case vacanza. Secondo un calcolo dell’Osservatorio nazionale del turismo, in alta stagione si generano fino a 180 litri di acque reflue per turista al giorno, e la produzione dei rifiuti aumenta del 30%.

Proprio per far fronte alle maggiori esigenze estive, in tema di rifiuti, a maggio, il Consiglio comunale di Monopoli ha votato una variazione di bilancio di 530mila euro circa. Pur essendoci una differenziata che sfiora l’80%, non solo non si riesce ad abbassare la tassazione sui rifiuti ma si stima di aver bisogno di ulteriori 530mila euro di soldi dei cittadini.  Un’altra variazione al bilancio è stata fatta per aumentare il personale e gli orari di lavoro della polizia urbana al fine di implementare la sicurezza dei luoghi.

BARRICATE CONTRO I TURISTI- Non è questa l’alternativa politica a cui pensiamo. Il nodo da sciogliere non è rappresentato dai turisti né dai residenti ma da uno sviluppo incontrollato di un’industria che si sviluppa con una certa libertà, modificando radicalmente l’ambiente. Partiremmo proprio dalla salvaguardia del territorio e della comunità cittadina, perché solo preservando entrambi ne avranno vantaggi anche i turisti e i visitatori. Penseremmo, anche, a forme di compensazione per i cittadini che si sentono danneggiati dallo sfruttamento del proprio territorio.

SALVAGUARDARE LE LOCAZIONI LUNGHE- Secondo i calcoli del “Sole 24 Ore” con l’affitto breve degli immobili si ricavano guadagni consistenti rispetto alle locazioni a lungo termine. Per disinnescare il sistema perverso, che porta i centri abitati a respingere i residenti, alcune città italiane stanno redigendo nuovi regolamenti per le locazioni turistiche, introducendo requisiti minimi di abitabilità più stringenti rispetto a quelli per gli affitti a lungo termine. Si sta tentando di spostare le case vacanza fuori dai centri abitati e di limitarne il numero all’interno dei condomini. Sono esperimenti interessanti che hanno bisogno di tempo per dare risultati e soprattutto richiedono una legislazione nazionale che li legittimi.

COME ARRIVARE A SETTEMBRE? – Pensiamo che il turismo, così come è oggi, poco abbia a che fare con l’innovazione e molto ancora con l’evasione, il lavoro precario, i salari bassi. I vantaggi sono per lo più a favore dell’iniziativa privata e con una durata temporale incerta e di breve durata. Ci sembra sia giusto cominciare a verificare quanto il turismo sia portatore di un’economia vincente, valutando i guadagni e le perdite. Ogni centesimo di denaro pubblico merita attenzione e trasparenza. Abbiamo la responsabilità di partecipare attivamente alle scelte politiche per il bene comune e in questo senso è interesse di tutti capire come il denaro sia investito e con quale utilità per ognuno e per tutti. Raggiunti gli attuali livelli di pressione turistica, chi amministra Monopoli dovrebbe chiedersi quante categorie produttive e quanti residenti beneficino realmente delle iniziative, degli eventi e degli investimenti operati.

Maria Angela Mastronardi
Consigliera comunale del Movimento Manisporche ed esponente della segreteria provinciale di Sinistra Italiana