Verso il voto | Intini: “Una sanità pubblica che investa su personale di eccellenza e strumentazioni all’avanguardia”

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Renato Intini
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La parola al candidato della lista “Cittadini Pugliesi”, che sostiene Mario Conca Presidente. Ecco la sua visione della nostra regione per i prossimi 5 anni. 

Prosegue con Renato Intini il giro di dichiarazioni dei candidati monopolitani al Consiglio regionale, prima dell’apertura dei seggi. L’ingegnere e docente di elettronica presso l’Istituto Tecnico Industriale di Monopoli è sceso in campo al fianco di Mario Conca, nella lista “Cittadini Pugliesi”. Anche a lui abbiamo rivolto sei domande concernenti i temi più sentiti in città.

Con il suo eventuale impegno tra gli scranni del Consiglio regionale, come potrebbe cambiare la città di Monopoli nei prossimi cinque anni?
Abbiamo la fortuna di avere uno dei posti più affascinanti della regione più bella del mondo, grazie alla natura dei luoghi, alla posizione geografica e ai cittadini che, nella lunga storia della città, hanno contribuito con saggezza al suo fascino. Ma ora a molti, compreso me, non piace. Occorre una sterzata che la veda protagonista nella qualità del suo sviluppo, nell’ambiente con aria e acque pulite e con più verde, nelle infrastrutture con viabilità adeguata e trasporti eccellenti, nelle sue attività di vocazione, come il turismo, la pesca, l’agricoltura e l’artigianato sostenibili ed infine nella cura della salute.

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Qualora fosse eletto, in che modo potrebbe contribuire alla risoluzione dell’annosa questione legata ai miasmi?
Purtroppo oggi nell’aria di Monopoli si mescolano miasmi dovuti a varie produzioni industriali, la cui natura può nel tempo minare la salute dei cittadini, e la cattiva depurazione delle acque di fogna. La Regione ha a sua disposizione l’ARPA per il controllo ambientale e gestisce l’AQP, da cui dipendono i depuratori. In entrambi gli strumenti l’operato della Regione è stato fin qui fallimentare. Far funzionare bene gli strumenti a disposizione e il controllo continuo delle loro attività è essenziale.

CAF87418 A85C 45AE 85C9 CE3D8320D6ACQuella sanitaria è da sempre una delle note più dolenti per una città come Monopoli, che già in passato ha visto depotenziato il proprio ospedale. Cosa si potrebbe fare per migliorare il servizio erogato all’utenza, anche in previsione della nuova struttura in fase di realizzazione tra Monopoli e Fasano?
Se si pretende di gestire il nuovo ospedale come i vecchi, sarà solo una cattedrale nel deserto, fumo negli occhi per i cittadini. Uniche contente saranno le imprese vincitrici degli appalti. Nella sanità la Regione può fare molto, perché rappresenta l’80% del suo budget economico. Occorre rivoluzionare il sistema; la sanità pubblica dovrà garantire e fornire il servizio a tutti i cittadini, investendo in personale di eccellenza, in apparecchiature all’avanguardia e lasciando al privato la possibilità di integrazione solo in caso di estrema necessità. Per far questo occorre utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, ad esempio il MES.
Poi, mi piacerebbe che non ci siano più visite private intramoenia e che ci siano ambulatori di medici di base in grado di risolvere i casi meno gravi. Per finire, occorre investire in strutture ospedaliere specializzate e riservate per gli eventi pandemici, come per esempio il San Giacomo.

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Renato Intini e Mario Conca durante un brindisi

Altra problematica spesso rievocata dalla collettività è quella relativa all’eccessiva cementificazione cui sarebbe sottoposto il territorio. Basti pensare all’area dell’ex cementeria, come ricordato dallo stesso Emiliano in occasione di una sua visita a Monopoli. Da consigliere regionale, come intenderebbe affrontare la questione?
Mi batterei per una moratoria della cementificazione nel rispetto del Piano Urbanistico a suo tempo approvato. A Monopoli si continua a costruire sulle lame e non si bada a incrementare il verde cittadino. Sarei a favore di una delibera che preveda l’1X1, 1 metro quadro di verde pubblico per 1 metro cubo di manufatto cementizio, con il verde pubblico curato dai proprietari del manufatto.
No allo stravolgimento di aree destinate ad attività industriali, che
finiscono per diventare zone residenziali. Si al rilancio dell’edilizia popolare, vendendo quelle esistenti agli occupanti e costruendone di nuove col ricavato.

Parlando di edilizia, non si può tralasciare l’emergenza abitativa: sempre meno persone possono permettersi un mutuo e riescono a mettere su famiglia. Attraverso quali strumenti si può andare incontro alle loro esigenze?
L’abitazione è un bene primario di ogni cittadino, le case ci sono ma a Monopoli il loro prezzo è alle stelle e spesso i nostri concittadini sono costretti ad emigrare nei paesi vicini. Non è compito della Regione quello di stabilire un massimo del valore edilizio, ma può adoperarsi nel rendere possibile una soluzione nell’erogazione dei mutui, magari fornendo garanzie ad istituti bancari finalizzati al problema specifico. La famiglia come mattone costitutivo della società va aiutata ed incentivata.

La crisi occupazionale, specie in ambito giovanile spinge i nostri ragazzi a trovare fortuna lontano dalla loro terra, al nord o all’estero. In che modo si potrebbe contrastare il fenomeno della fuga di cervelli?
Ho due figli ed entrambi “rubati” dal nord. La Regione potrebbe fare molto per evitare questa emorragia, innanzitutto incentivando la meritocrazia con adeguate remunerazioni nelle attività pubbliche e private, riducendo la burocrazia per intraprendere un’attività, premiando le eccellenze, favorendo la formazione nei lavori che da sempre fanno parte della nostra identità. Penso all’agricoltura piuttosto che alla pesca, all’industria, solo se ecologica, e alle attività scomparse nel tempo e che hanno fatto bella la Puglia, come ad esempio quella dei maestri trullari o dei pareti rurali.