Verso il voto | Mastronardi: “A Monopoli una inversione di rotta: più verde e rispetto delle regole urbanistiche”

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Maria Angela Mastronardi
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La parola alla candidata di Puglia Solidale e Verde che appoggia il governatore uscente, Michele Emiliano, alle elezioni di domenica e lunedì. 

Sulle tematiche centrali di questa campagna elettorale abbiamo ascoltato anche la candidata di Puglia Solidale e Verde. Lei è Maria Angela Mastrondi che, in questa intervista, spiega la sua visione di Puglia, partendo da ciò che farebbe per Monopoli. La Puglia che immagina di poter continuare a cambiare e a migliorare in caso di elezione, insieme al governatore uscente Michele Emiliano.

Una delle questioni più sentite a Monopoli è quella dei miasmi e delle molestie olfattive. La città si è mobilitata in tanti modi con esposti e con manifestazioni per venire a capo del problema. Se venisse eletto in consiglio regionale, quale sarebbe il suo impegno in tal senso?
Riannodare i fili con i territori, che spesso si sentono inascoltati su questi temi, è ormai prioritario. Una Comunità locale che richiede attenzione su una questione così importante, non può rimanere senza risposte per così tanto tempo. A livello regionale il nostro obiettivo è quello di far diventare effettivo il diritto a “un’economia ecologica”, attraverso due strumenti già a disposizione: la legge sulle molestie odorigene, che va rafforzata, e la legge sull’incidenza del danno sanitario, che va fatta rispettare. E’ necessario potenziare l’organico dell’Arpa e dell’Aress, per aumentare i controlli e restringere i tempi per l’elaborazione dei dati.

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CAF87418 A85C 45AE 85C9 CE3D8320D6ACAltro argomento decisivo quello della sanità. A Monopoli da un lato c’è un San Giacomo depotenziato e in affanno per quanto riguarda il personale, mentre dall’altro si procede alla realizzazione del nuovo ospedale che dovrà essere riempito di professionalità e strumentazioni. Ci sono ancora e spesso viaggi della speranza verso strutture sanitarie del Nord. Cosa dobbiamo aspettarci dalla sanità locale?
Il San Giacomo deve diventare un presidio di medicina territoriale moderno, che metta al centro la dignità delle cure. E’ la sfida che ci attende, quella in cui gli ospedali saranno centri super specializzati, attrezzati per interventi complessi o d’urgenza, mentre la medicina territoriale, articolata tra presidi sanitari e assistenza domiciliare, offrirà tutti i servizi necessari a un’eccellente sanità pubblica. In terra di Bari sarà necessario impegnarsi per una maggiore “democrazia delle cure”, affinché la sanità sia meno Bari-centrica e più diffusa sui territori. Quello dei viaggi al Nord per ricevere assistenza è un grande tema: siamo finalmente fuori dal Piano di Rientro, e vedremo la differenza. Ora si tratta, però, di uscire da altre logiche perverse, quali il criterio della spesa storica, che ha troppo spesso penalizzato le Regioni del Sud, anche immeritatamente.

A Monopoli il dibattito è anche concentrato sull’uso eccessivo del suolo, su una concezione di città spesso legata ad una cementificazione eccessiva. C’è davvero così tanta richiesta abitativa a Monopoli e in che direzione dovrebbe andare l’edilizia per soddisfare le esigenze dei cittadini e quelle di chi invece la città la immagina diversa, magari con più spazi verdi e aree libere?
A Monopoli non parlerei di dibattito -se ne è persa ogni traccia nel Palazzo da oltre un decennio- ma di un diffuso malcontento tra i cittadini per l’indiscriminata sottrazione di suolo agricolo a causa di una cementificazione selvaggia, cui non corrisponde un’adeguata risposta all’enorme domanda di abitazioni a prezzi accessibili, per acquisto o locazione.
Il Piano Urbanistico Generale ha permesso un grande consumo di suolo in cambio di una consistente acquisizione di aree comunali, con premialità edificatorie per le imprese costruttrici che vi realizzano spazi verdi e servizi pubblici. Purtroppo, l’assenza di una volontà attuativa,da parte dell’Amministrazione,delle sue previsioni e prescrizioni lo depauperano svilendolo e rendendolo vano. A peggiorare la situazione ci sono i permessi fuori da ogni sana regola, come gli impropri interventi edilizi di Borgonovo e Pagano, e l’utilizzo perverso del Piano Casa con centinaia di appartamenti in zona industriale. E’ necessaria una inversione di rotta amministrativa, che ponga attenzione all’incremento del verde e alla sua manutenzione, e che faccia delle regole urbanistiche il canovaccio su cui scrivere lo sviluppo della città.

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Se da un lato si parla sempre più insistentemente di cementificazione e di nuove costruzioni, dall’altra c’è una oggettiva difficoltà delle fasce sociali più deboli a trovare un’abitazione da acquistare o anche solo da affittare a prezzi che non siano esagerati. Come si potrebbe intervenire secondo lei in tal senso?
L’attuale Amministrazione si vanta di aver inserito nella normativa urbanistica locale delle premialità per la realizzazione di edilizia pubblica o convenzionata nelle nuove maglie edificatorie. Tutto ciò, però, avviene con ulteriori volumetrie residenziali per il privato e, anche in questo caso, senza alcuna programmazione d’insieme. Monopoli necessita di un vero e proprio programma di edilizia economica e popolare, coraggioso e lungimirante.

Il futuro di una città e di una Regione si basa sui giovani. Ma è ancora presente il cosiddetto fenomeno della “fuga dei cervelli” e molti di quelli che restano vivono la difficoltà di trovare un lavoro. Quali soluzioni si potrebbero trovare per far sì che questi ragazzi contribuiscano a far crescere la Puglia?
La Puglia negli ultimi 15 anni ha compiuto una rivoluzione copernicana sulle politiche giovanili. L’assessore Guglielmo Minervini partì dalla considerazione che i giovani dovevano essere guardati come “una risorsa e non come uno dei problemi della Puglia”, ponendo l’accento su “talento, energia e voglia di partecipare”. C’è ancora tanto da fare, soprattutto perché alcune comunità come la nostra, poco o nulla ha capito sull’importanza di mettere i giovani al centro dell’agenda politica, limitandosi a implementare gli spazi della movida e trascurando cultura sport e lavoro.
Essenziale sarà porre tutti in condizione di partire dallo stesso punto, incoraggiando un forte processo di digitalizzazione che lascerebbe spazio a nuovi lavori. E poi ci sarebbero il più facile accesso all’Università con servizi per gli studenti, l’investimento in ricerca per metterla in collegamento con i settori produttivi, il sostegno agli strumenti in grado di riportare sul mercato le tante case sfitte consentendo l’autonomia dei ragazzi, il rilancio della creatività della prima ora, mettendo in rete le esperienze dei laboratori urbani.

Come immagina la Monopoli dei prossimi 5 anni con un rappresentante cittadino che faccia sentire la sua voce in Regione?
Le regioni non intendono, né possono governare da sole e sanciscono il valore fondante del rapporto continuo con i livelli locali di governo. Il principio dice in modo chiaro quanto sia importante avere una rappresentanza di Monopoli in Regione. Si tratta di una rappresentanza che abbia senno nel selezionare i bisogni intuendone le cause strutturali, rifiuto della banalità ed estro e audacia nel sostenere linee apparentemente perdenti ma rispondenti a giustezza e verità. Non è sufficiente che il rappresentante cittadino sieda sugli scranni regionali. La storia passata di Monopoli è testimone del fatto che, pur avendo avuto alla presidenza della regione il dottor Copertino, poco o nulla è stato fatto per la città. Con rapidità ci si è trovati con una sanità allo sbaraglio e la perdita di istituzioni cittadine. Una valida rappresentanza significherebbe porre un freno al consumo di suolo sfrenato, vigilare sulla partenza del nuovo ospedale, affrontare in modo serio e rispettoso delle regole il monitoraggio dell’aria della terra e delle acque reflue, regolamentare il turismo decongestionando il centro storico e coinvolgendo altri spazi della città, mappare in modo serio i bisogni sociali redigendo un piano di aiuti ritagliato su di essi, implementare le aree verdi e sportive pubbliche, aderire ai bandi per lo sviluppo rurale. Ma, soprattutto rendere la partecipazione ai processi di sviluppo economici e ambientali reali e costanti. I cittadini devono sentirsi protagonisti della trama di futuro della loro città.