Verso un controcomitato per il sì all’oleodotto. Napoletano: “Un modello innovativo che renda Monopoli un posto migliore”

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Nicola Napoletano
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“Sosterremo le ragioni del progetto per il suo valore strategico e nazionale”, dichiara l’architetto Nicola Napoletano, favorevole al progetto del gruppo Marseglia.

La novità potrebbe essere la nascita di un nuovo Comitato. Dopo quello “Salviamo Monopoli e il Mare” con la sua posizione netta per il no, l’architetto Nicola Napoletano, ex amministratore a Monopoli ai tempi dell’amministrazione Leoci e da anni lontano dalla sua città per motivi di lavoro, starebbe pensando a fondarne un altro. Un Comitato a favore del progetto, che sia composto da esperti e che dialoghi con il Gruppo Marseglia. In questa intervista ci spiega le sue ragioni e i prossimi passi.

Si è già espresso favorevolmente al progetto dell’oleodotto del gruppo Marseglia, ha ottenuto consensi da altri cittadini a riguardo?
Sì mi sono espresso favorevolmente al progetto perchè ritengo fondamentale la battaglia che l’intera Europa sta conducendo per affrancarsi dai fornitori energetici stranieri sanzionati che hanno commesso crimini di guerra contro l’ umanità ed invaso giovani democrazie e causato ad oggi una guerra più lunga del secondo conflitto mondiale con oltre un milione e mezzo di vite perdute. Il nostro paese, a causa degli stravolgimenti e sanzioni derivati da questi atti disumani, è stato costretto a ridisegnare completamente la sua politica strategica di approvigionamento energetico. Oggi a questo elemento si aggiunge la crisi dello stretto di Hormutz, che strangola ancora più sensibilmente l’economia italiana ed Europea e riduce il potere di acquisto della povera gente e fa salire l’inflazione. In queste condizioni, guardare al proprio orticello mi sembrerebbe da traditori della patria. Quindi sì favorevole per l’Italia e per l’Europa. Qualcuno, non molti, ma per me preziosi, hanno condiviso questo mio sentimento patriottico e mi hanno scritto di tenere duro.

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manifestazioneLa maggior parte dei cittadini è contraria al progetto, cosa direbbe loro se fosse lei a doverli convincere?
Purtroppo in guerra si dice che la prima vittima sia la verità. Questo mi dispiace per i miei concittadini, perchè l’altra sera ho ascoltato tre falsità da parte del presidente del comitato, e mi dispiace perche è una persona che ho sempre rispettato e rispetto ancora per quanto ha fatto per la città come amministratore e nelle precedenti occasioni di lotta ambientale che ho anche condiviso. Ma oggi purtroppo ci troviamo contrapposti ed io non posso non notare come i cittadini vengano attratti da malcelati pifferai magici che seminano terrore e allarme tra la gente.
Ci sono persone convinte che sia la centrale del Gruppo Marseglia a far sì che i livelli di mortalità da malattie respiratorie siano più alti della media nazionale e vi assicuro- e ve lo posso dimostrare dai commenti che ricevo – di vere e proprie forme di psicosi, crisi di panico ed ansia tra chi mi ha scritto che accusa la famiglia Marseglia di essere la causa di queste morti…
Ora questo io lo ritengo inaccettabile, Dino Marseglia che pure è un personaggio da romanzo ed è certamente un imprenditore con gli attributi, per diventare tale, troppi scrupoli nella sua vita magari non se li sarà fatti, ma quando c’è stato il Covid ha donato un’ ambulanza nuova e completamente attrezzata all’ ospedale di Monopoli solo per il gusto di donare.. uno sciacallo, come viene dipinto da qualcuno, non si comporta in questa maniera..

Ritiene che l’azienda dovrebbe offrire compensazioni per la città? E che tipo di compensazioni potrebbero essere accettate dai monopolitani secondo lei in cambio della realizzazione di un progetto di tale portata?
Le svelo un segreto e le concedo un piccolo scoop.. Correva l’ anno 2005/2006 era al governo della città il centrosinistra guidato da Paolo Antonio Leoci.. quel progetto giunse a tutte le forze politiche in vista dell’ approvazione del nuovo PUG, all’ epoca non esisteva la ZES e non era il ministero a decidere del nostro territorio, ma eravamo noi. Il progetto venne respinto, anche da me. All’ epoca non c’erano le condizioni di crisi energetica che ci sono oggi, la sua approvazione era immotivata.Per risponderle direttamente io non chiederei ‘compensazioni’ all’azienda.. sarebbe un po’ come vendere il proprio mare, il proprio ambiente, la propria dignità.

E cosa farebbe?
Chiederei di sederci ad un tavolo. Dino Marseglia ha 80 anni, gli auguro di viverne altri e tanti, ma ci avviciniamo al passaggio generazionale e questo potrebbe essere il momento buono di stipulare un patto con la città, facciamogli costruire il tubo (lo chiamo così perchè mi piace), facciamogli portare a termine il suo progetto, che si produca, si stocchi e si venda quanto biodisel si vuole, ma stabiliamo un patto socioeconomico ed ambientale con la città, eliminiamo il maggior numero di autocisterne possibili con i rischi a loro connessi e la produzione di rumore, traffico e smog ma impegnamoci tra Comune, azienda e cittadini a stabilire un patto di riconversione dei bruciatori della centrale perchè questi smettano di bruciare olio e magari si pensi ad una graduale, mirata, studiata conversione della centrale ad idrogeno, con accumulo e batterie, che da subito appena possibile possa fortnire il calore in eccesso dei suoi motori non riutilizzabile alle case vicine alla centrale di inverno, si chiama teleriscaldamento, anche il raffrescamento d’ estate con pompe di calore, ricambiamo tutti i cittadini e l’ambiente di Monopoli eliminando le caldaie a gas e portando nella città il calore in eccesso della centrale, a basso costo senza quasi impatto ambientale, aiutiamo le famiglie, eliminiamo il problema degli odori, rendiamo Monopoli un posto davvero migliore, anche e se necessario con investimenti infrastrutturali comunali o con l’ acquisto di una quota societaria. Stipuliamo un’ alleanza, un patto di fratellanza. Creiamo una sinergia tra la scuola monopolitana e l’impresa, che l’azienda trovi le figure necessarie tra i nostri studenti, che il lavoro abbondi per tutti e nessuno sia più costretto ad emigrare come lo sono stato io.

Una delle maggiori preoccupazioni, oltre al cambiamento dello skyline è quella legata al rischio di sversamenti in mare con conseguenze sull’ecosistema marino. Non mancano i no di chi teme ripercussioni sul turismo. I rischi di una operazione del genere sono maggiori o minori rispetto a quella che è la situazione attuale?
Vede, rispondere a questa domanda sarebbe come dichiarare di che morte si vuole morire, le spiego meglio.. a questa sua legittimissima domanda io potrei risponderle che statisticamente il rischio più grosso è dato dal numero incidentale delle cisterne che trasportano biomassa liquida rispetto al trasporto nautico. e proprio mentre glielo sto dicendo uno Tsunami dietro di me travolge una modernissima ed ecologicissima nave cisterna doppio scafo spaccandola in due sul molo di Tramontana. Vede dunque chiunque cerchi di dare risposte assolute all’ imprevedibilità del destino avrà sempre e solo torto, per tali ragioni in queste situazioni non si parla mai di fatti concreti ma di valutazioni dei rischi, e nell’ ambito della valutazione dei rischi, in tutte le realta’ industriali similari le navi sono preferite alle autocisterne. Per quello che attiene allo skyline della citta’ bisogna arrendersi alle scelte fatte in precedenza.. abbiamo deciso di avere un porto, lo abbiamo reso un porto commerciale, ne abbiamo esteso il Molo di Tramontana.
Già oggi da lì passano le navi che entrano nel porto da nord, non mi sembra una cosa assurda che si posizioni lì il campo boe… fatte salve tutte le prescrizioni di legge ed ambientali e le giustissime osservazioni di chi asserisce ( e se ne assume la responsabilità perchè verificarlo è davvero semplice) che proprio lì ci sia un ecosistema da proteggere, se questo fosse provato l’azienda sposterebbe il tutto un po’ più avanti.. ed anche questo problema è risolto.

E gli operatori turistici?
Ecco questa è la parte della popolazione che è stata maggiormente terrorizzata, perchè sappiamo essere una componente economica giustamente potentissima in città. Io non credo che una nave dietro il muro frangiflutti del Molo di Tramontana a stento si veda dal porto e men che meno da tutta la zona sud, avrebbe un impatto certo sulle calette dell’ ex albergo Clio. Ma sinceramente il panorama delle vecchie cisterne americane e la zona portuale sicuramente non sono una cartolina pregevolissima.. Non voglio però non ammettere che in effetti degraderebbe esteticamente una zona già non propriamente immacolata. Oggi comunque chi sta subendo i maggiori danni da questi eventi sono proprio gli imprenditori turistici, tutto il clamore generato da questo evento ridonda e si propaga a mezzo stampa a livello regionale e nazionale, tutto questo clamore potrebbe ledere all’ immagine ed alla vocazione turistica della nostra città e rappresentare un vero danno.Per quanto attiene a sversamenti di biomasse liquide in mare durante operazioni di carico e scarico di terminal portuali, negli ultimi 20 anni, in tutto il Mar Mediterraneo non se ne è registrata neanche una.

Sta per nascere un nuovo comitato per il sì all’oleodotto? Oltre a lei chi sono gli altri che ne farebbero parte e supporterebbero la sua iniziativa?
Le spiego, essendo favorevole al progetto a chi mi ha chiesto se avevo intenzione di costituire un comitato cittadino che sostenesse il progetto ho risposto che lo avrei fatto solo ed esclusivamente se il Gruppo Marseglia mi avesse assicurato la possibilità di poter dialogare a nome dei cittadini favorevoli al progetto con l’ azienda. E’ chiaro che l’ amministrazione comunale ed il comitato del no, opponendosi strenuamente al progetto, oggi si trovano in una condizione in cui difficilmente riuscirebbero a mediare con la società senza venir meno alle proprie dichiarazioni di intenti.
Alla manifestazione, il presidente del comitato del no prima ha affermato di credere che il diritto di impresa è sacro per poi dopo appena 15 minuti intimare all’ impresa di fermare i lavori del polo logistico di via Baione, legittimamente autorizzati ed in avanzato stato di completamento: una follia amministrativa.
Ho quindi deciso di scrivere una email al Gruppo Marseglia e chiedere se ci fossero i termini e le condizioni per stabilire un dialogo tra cittadini favorevoli ed azienda, che ci porti alla progettazione di un nuovo futuro per Monopoli e per i Monopolitani. Se dall’ azienda dovesse arrivare una risposta positiva, ci sarebbero i presupposti per fondare tale comitato.

Quali azioni intendete mettere in campo per far valere le vostre ragioni?
Sosterremo le ragioni del progetto per il suo valore strategico e nazionale. Come le ho detto precedentemente, nel caso l’azienda volesse collaborare con noi, si aprirebbe un tavolo di studi con esperti di comprovata esperienza nelle materie delicatissime coinvolte nella pianificazione industriale di un modello innovativo che renda Monopoli un posto migliore.

Una delle critiche che maggiormente le viene mossa sui social dopo essersi esposto pubblicamente è il fatto che lei da tempo ormai non viva più a Monopoli. Come mai si sta battendo tanto, mettendoci la faccia? C’è qualche interesse legato a questa sua esposizione?
Mi batto tanto perchè credo in una Europa unita, fatta di popoli orgogliosi, di grandi nazioni e di realtà locali, mi batto perchè voglio credere in un domani migliore, in un ambiente pulito, in un continente senza guerre in un mare limpido ed in una società più giusta, che non lasci indietro nessuno e che sia orgogliosa delle sue radici, delle sue tradizioni, ma anche aperta e solidale e sempre pronta a tendere una mano a chi ha bisogno di aiuto, per far ciò non è proprio necessario che io viva in un posto o in un altro. Basta semplicemente avere un ideale e svegliarsi ogni mattina cercando di perseguirlo.