Xylella, ulivo monopolitano salvo. Dal mondo agricolo: “Buona notizia, ma l’allerta resta alta”. E Fanizzi (PdF) diffida il Comune

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Buone notizie? Non tanto. Per Carlo Barnaba, presidente di Coldiretti Monopoli, quella dell’ulivo dissequestrato è sì una comunicazione positiva, ma lo stato di allerta non cambia. “Bisogna capire – dichiara – di chi sono le responsabilità di quanto sta accadendo, perché qui non stiamo mica giocando con il nostro territorio!”. Già prima che venisse individuato quell’albero, la zona di contenimento era stata allargata a Monopoli, spingendosi a sud, anche oltre Polignano, ricorda Barnaba. Un grave danno oltre che per l’immagine del territorio, anche per l’economia locale, per l’agricoltura e per i vivaisti, alcuni dei quali sono stati costretti a spostare la loro attività al di là della zona cuscinetto. Non bisogna poi trascurare un altro aspetto: i costi aggiuntivi che gli agricoltori stanno sostenendo a seguito di questo allarme. “Arano a loro spese- continua il presidente Coldiretti – e non si è ancora trovato un sistema per stornare le spese extra per le arature aggiuntive e per i trattamenti fitosanitari previsti”. Più ottimista Giovanni Martellotta, presidente dell’Oleificio Cooperativo. “A Monopoli la Xylella non è arrivata – dichiara – e questo non può che farci piacere, oltre ad essere un aspetto molto importante per il nostro territorio. So che le organizzazioni agricole – aggiunge – si stanno attivando per far retrocedere la zona cuscinetto, escludendo il nostro territorio”. Intanto, ieri, il candidato alle Europee del “Popolo della Famiglia” Mirco Fanizzi ha protocollato una diffida al Comune di Monopoli, indirizzata al sindaco Annese, contro l’obbligo di irrorazione dei pesticidi, come misura di contrasto alla diffusione della Xylella. Questo in seguito ad una delibera di giunta incentrata proprio sugli interventi di contrasto al batterio. “Le misure considerate idonee dall’amministrazione monopolitana –dice Fanizzi – non tengono in adeguata considerazione il pericolo per la salute pubblica”.

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