Zazzera alla Schlein: “Potevi restare a casa a fare due polpette al sugo”. Il Pd: “Dichiarazioni inaccettabili”

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Il Pd di Monopoli: “Offesa a tutta la comunità. Il posto delle donne lo scelgono le donne stesse”.

Ci sono frasi che dicono di chi le scrive molto più di mille discorsi ufficiali. È accaduto in queste ore, quando il Presidente del Consiglio comunale Aldo Zazzera ha pensato bene di rivolgersi alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein suggerendole che avrebbe fatto meglio a restare a casa “a fare due polpette al sugo”.

Dietro quelle parole c’è un’idea mai del tutto scomparsa: che il posto di una donna sia ai fornelli, che una donna che parla, che occupa lo spazio pubblico e ricopre ruoli di responsabilità stia in fondo uscendo dal posto che qualcuno ritiene ancora più adatto per lei. Un’immagine che pensavamo relegata ai libri di storia e che invece riaffiora, nel 2026, dalle parole di un rappresentante delle istituzioni.

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Non è una battuta. È una visione. E non riguarda soltanto una leader politica nazionale, ma tutte le donne che lavorano, studiano, amministrano e rivendicano il diritto di partecipare pienamente alla vita pubblica. Dietro l’apparente ironia viene ricordato quale sarebbe “il loro posto”, in un insulto collettivo tanto più grave perché pronunciato da chi dovrebbe rappresentare l’intera comunità.

Non si tratta, del resto, di un episodio isolato. In questi stessi giorni ha fatto discutere il caso dello scrittore Michele Mari e le polemiche nate attorno alle parole attribuitegli su Michela Murgia. Al di là delle ricostruzioni e delle successive precisazioni, colpisce il riproporsi di uno schema ben noto: quando una donna esercita autorevolezza e occupa lo spazio pubblico, troppo spesso il confronto sulle idee lascia il posto all’attacco personale e alla delegittimazione.

Colpisce, inoltre, il contesto in cui il commento di Aldo Zazzera è stato pubblicato: sotto un post dedicato al Pride. Non un dettaglio marginale, ma un elemento che conferisce a quelle parole un significato ancora più ampio. Perché il Pride è, prima di tutto, una manifestazione che rivendica diritti, libertà e rispetto delle differenze. E intervenire in quello spazio con un commento sessista significa non solo tentare di ridurre una donna ai fornelli, ma anche irridere, direttamente o indirettamente, chi si batte per una società più libera, inclusiva e rispettosa delle persone.

Le battute sulle “polpette” non rimpiccioliscono le donne, ma chi le pronuncia. E rivelano una visione culturale incompatibile con il ruolo di rappresentanza che si è chiamati a esercitare.

Per questo ci chiediamo cosa pensino di queste parole le donne che siedono in maggioranza e che condividono l’esperienza amministrativa con Aldo Zazzera. Le assessore, le consigliere comunali, tutte coloro che ogni giorno svolgono il proprio impegno nelle istituzioni: ritengono davvero che si possa liquidare tutto come una battuta? Considerano accettabile che il Presidente del Consiglio comunale suggerisca a una donna impegnata in politica di tornare ai fornelli? Su questi temi il silenzio rischia di trasformarsi in assenso.

Il tempo in cui alle donne veniva imposto quale fosse il loro posto è finito e non tornerà. Il posto delle donne lo scelgono le donne stesse: nelle istituzioni, nel lavoro, nella cultura e in ogni luogo della vita democratica. A testa alta.

Partito Democratico Monopoli
Donne Democratiche Monopoli