Referendum sulla Giustizia, Silvia Contento vota No “La riforma non interviene sui problemi reali dei cittadini”

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Riceviamo la nota della consigliera comunale del Pd che spiega le sue ragioni per il No al referendum sulla giustizia.

“In queste settimane in tanti mi hanno fermata per chiedermi: ‘Ma tu cosa voterai?’. La mia risposta è semplice e convinta: voterò NO. Non è una scelta di parte, ma una scelta di buonsenso che riguarda tutti noi”. Così la Consigliera comunale del Partito Democratico Silvia Contento spiega le ragioni del suo voto contrario alla riforma costituzionale proposta dal Governo, motivazioni che riguardano sia il merito sia il metodo. “Quando i cittadini entrano in un tribunale chiedono una cosa molto concreta: processi più veloci, meno burocrazia, risposte certe. Non chiedono riforme teoriche. E allora la domanda è semplice: questa riforma accorcia i tempi della giustizia? Aumenta il personale nei tribunali? Migliora davvero la vita delle persone? La risposta è NO perché non interviene sui problemi reali. Pensiamo a chi aspetta anni per una sentenza, a chi cerca giustizia, a chi resta bloccato in una causa civile troppo lunga. Queste sono le vere emergenze, ma questa riforma non le affronta”.

Un altro punto centrale riguarda l’equilibrio tra i poteri dello Stato. “La nostra Costituzione – spiega Contento – è come un orologio di precisione in cui ogni ingranaggio è collegato all’altro per evitare concentrazioni di potere. Modificare sette articoli in questo modo significa mettere a rischio quell’equilibrio delicato. E quando i controlli si indeboliscono, i diritti dei cittadini diventano più fragili”. Sulla separazione delle carriere, Contento aggiunge: “Non era necessario modificare la Costituzione per intervenire su questo tema. Se davvero si voleva farlo, bastava una legge ordinaria. Questo dimostra che la riforma va ben oltre e rischia di incidere sugli equilibri della magistratura”. Forti dubbi si hanno anche sull’introduzione del sorteggio negli organi di governo della magistratura. “La democrazia si fonda su responsabilità e competenza, non certo sulla casualità. Affidare decisioni così importanti al sorteggio è una scelta discutibile e senza precedenti”.

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Il punto più importante, però, per Silvia Contento resta l’indipendenza della magistratura: “Non è un privilegio dei magistrati, ma una garanzia per tutti i cittadini. Un giudice deve essere libero di applicare la legge anche quando le sue decisioni non piacciono al potere politico. Indebolire questa autonomia significa indebolire una delle principali tutele dei diritti”. Infine le ragioni di metodo che riguardano il modo con cui questa riforma è stata portata avanti. “Le modifiche alla Costituzione – spiega la Consigliera comunale – dovrebbero nascere da un confronto ampio e condiviso. Ciò è mancato. Si è preferito andare avanti senza un vero dialogo tra le forze politiche e questo ha fatto venire meno quelle regole fondamentali dello Stato che dovrebbero unire e che in questo caso stanno portando ad una divisione”. Da qui l’appello al voto. “Siamo di fronte ad una riforma che non è necessaria e, proprio per questo, pericolosa. L’invito che faccio a tutte e tutti i cittadini è di andare a votare il 22 e 23 marzo per dire NO e difendere così lo Stato di diritto e la nostra Carta Costituzionale che, ci tengo a ricordarlo, è ciò che ci tiene uniti e che fino ad oggi ha protetto i diritti di ciascuno di noi”.