Rientrata in treno dal Nord e offesa: “Non siamo imbecilli. Vogliamo le scuse”

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Lo sfogo di una lettrice che, insieme ad altri 4 passeggeri, è arrivata stamattina a Monopoli. “Abbiamo rispettato tutte le regole” scrive. 

In seguito agli insulti ricevuti sui social, dopo l’immediata pubblicazione della notizia dell’arrivo del treno Intercity notte 755 Milano-Lecce del 14 marzo 2020 alle ore 7:13 nella stazione di Monopoli, con a bordo cinque passeggeri provenienti da varie regioni del Nord Italia sulla vostra testata giornalistica, avevo pensato di ignorare e lasciar correre perché la cosa si sarebbe placata, ed il buon senso da parte di tutti, anche nostro, avrebbe avuto la meglio. Ma successivamente leggendo dei commenti ben più pesanti di quelli iniziali, sia sulle pagine che sulle bacheche, mi è sembrato doveroso puntualizzare certi aspetti che sono stati omessi, certamente per mancanza di informazione.

poliziaLa pubblicazione, a onor di cronaca, della notizia quasi in contemporanea con il nostro arrivo a Monopoli, ha destato molta agitazione nella nostra comunità, mi rendo conto che molti concittadini siano stati presi giustamente dalla paura e dal terrore per l’arrivo di possibili portatori del virus (alias “ the new untori come back”) e quindi per la diffusione dello stesso, che tutti i monopolitani per scongiurarla stiano a casa, vadano nei supermercati o escano se non “per comprovati motivi di necessità” e o “per lavoro”. Ebbene. Ieri sera in stazione, a onor del vero, perché falsità nella mia vita non ne ho mai dette, non c’era un’ondata di gente che veniva al sud, ma gente – se vogliamo sporadica – e la coda che si creava era dovuta al fatto che uomini e donne di Polizia, Esercito e Polfer facevano rispettare la distanza di sicurezza e controllavano: carta d’identità, modulo, motivazione e nel caso chiedevano ulteriori chiarimenti. Noi, tutti e 5, nelle differenti stazioni di partenza abbiamo compilato un apposito modulo, lasciando tutti i documenti e recapiti del caso, prima della partenza abbiamo contattato il medico di base o l’ufficio Asl. E se siamo qui in isolamento è perché ce lo hanno permesso, le forze dell’ordine, anche oggi, qui, incredibilmente a Monopoli, in stazione. Dove ci aspettavano, giustamente al varco. Anzi, a dire il vero io e la mia compagna di viaggio siamo state ben contente di esser state registrate, perché noi, come voi, siamo estremamente preoccupate da questa situazione. E non siamo, cito gli appellativi: “coglioni”, “teste di cazzo”, “imbecilli”, “stronzi”, “da arrestare” come i peggiori delinquenti, “da disinfettare con la benzina”, e chi ne ha più ne metta. Fino ad ora abbiamo goduto di attività cognitive ed intellettuali abbastanza buone, soprattutto riusciamo a lavarci e, sì, anche le mani. Tante, ma tante volte che voi non lo immaginate. Ognuno è rientrato per un motivo e, vi assicuro che dopo un mese e mezzo quasi due lontani da casa per motivi di salute (compresa una settimana in casa chiusi lì, al Nord), tornare con certificati ed esami al seguito, essere messi alla gogna come degli stolti, per usare un termine più consono ai giornali, non è facile e per niente rincuorante. Soprattutto dopo che, forse, buona parte delle persone che scrivono quelle infamità magari parlano di “insieme ce la faremo”, “andrà tutto bene”, flash mob condivisi in città et similia. Ecco, è questo che forse mi e ci fa più pensare.

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polizia localeEd è per questo che noi VOGLIAMO delle SCUSE da parte di tutti. Perché noi due, e penso anche gli altri passeggeri, le procedure le abbiamo seguite tutte, ad iniziare dalle mascherine (partenza-arrivo) fino all’auto-segnalazione sul sito Puglia Salute della Regione, per concludere la quarantena da SOLE in casa, di fatto sfrattando i nostri familiari che hanno trovato per questi 14 giorni un’altra sistemazione lontano da noi. Un po’ di senno ci è rimasto, sappiamo che vicino, a partire da noi, ci sono anziani e convalescenti. Sì, incredibilmente, la gente che dal nord torna al sud, non è così scellerata da fare cene, uscire e infettare tutta la famiglia e non solo, semmai avessimo – malauguratamente per noi – contratto il virus. Dimenticavo, per voi detrattori, è facile tornare, dopo un periodo di tribolazioni non poter stare insieme alle persone care, salutarsi da lontano entrare in due macchine diverse e farsi lasciare la spesa dietro la porta senza poter aprire subito, beh sì. Siete psicologi, sociologi, esperti in molte materie. Immagino che anche gli altri avessero buone motivazioni, come una possibile stagione di lavoro conclusa a causa della chiusura anticipata per l’emergenza, o la fine di un contratto di lavoro qualsiasi o il rientro da una trasferta o fatti loro!! Beh sì, forse sarebbero dovuti restare in una malga o in un rifugio o in casa senza esser coperti dalle spese? Dietro ad ogni azione, molto spesso, ma non sempre, c’è sempre un motivo valido. Ma più di tutti ringrazio il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, perché, sappiamo e conosciamo bene l’emergenza sanitaria qui in Puglia, torniamo dal Nord apposta e comprendo la sua infinita preoccupazione di questa situazione, che è anche la nostra, ma se è vero che nei giorni scorsi molti sono tornati per stare con le proprie famiglie, a cui non mi sento di fare una colpa se rispettano le regole, ma in tanti hanno altre esigenze, magari dovute alla salute e all’età.

Penso che, non bisogna lasciarsi prendere da paure ed angosce, non bisogna aumentare le polemiche, ma trovare il modo più adatto per far rispettare le regole, come stiamo facendo noi. Mi aspetto questo, oltre alle scuse di cui sopra, semplicemente per una questione di educazione. Motivazione o no non si insultano in quel modo le persone. Ed io più che #andratuttobene dico #stattacast a tutti, perché a “dire” siamo bravi ma a rispettare e rispettarci non tand.

Ah, un’ultima informazione, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti con Trenitalia ed il Ministero della Salute, ha siglato nella serata di ieri 13 marzo 2020, un ulteriore decreto n.113 che riduce il trasporto pubblico assicurando “i servizi minimi”, vale a dire, la soppressione della stragrande maggioranza dei treni sul territorio nazionale.

Lettera firmata