Monopoli, Centro San Bartolomeo, Mastronardi: “I ragazzi autistici non sono una bandiera politica da sventolare” 

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La nota della consigliera comunale di Sinistra Italiana: “Il centro tra propaganda, errori e scaricabarile. La verità oltre la polemica”.

Sulla vicenda della chiusura del centro diurno “La Fiamma sul Ghiaccio” di Contrada San Bartolomeo assistiamo a una narrazione parziale che rischia di far perdere di vista il vero obiettivo: la tutela dei ragazzi con spettro autistico e il sostegno concreto alle loro famiglie

Come forza politica di opposizione, riteniamo sia doveroso fare chiarezza ed evidenziare gli elementi reali di una storia iniziata dieci anni fa e oggi arrivata a un punto di stallo complicato.

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Una struttura nata con un limite di fondo– La struttura di San Bartolomeo, ex edificio scolastico di proprietà del Comune di Monopoli, è stata pensata e accreditata come centro socio-educativo e riabilitativo diurno (ex Art. 60-quater del R.R. 9/2016). Ma la scelta della collocazione solleva da sempre forti perplessità: un centro pensato per ragazzi con autismo di 3° livello dovrebbe avere come scopo prioritario lo sviluppo dell’autonomia sociale e la progressiva inclusione nella vita di comunità. Risulta evidente come la dimensione isolata dell’agro monopolitano renda difficile costruire efficaci percorsi relazionali di quartiere e di città. Non a caso, diverse famiglie del territorio continuano a preferire strutture private specializzate fuori dal nostro comune (come quelle gestite da associazioni di genitori a Bari) pur di garantire ai propri figli risposte realmente adeguate.

Le responsabilità dell’Amministrazione e il ruolo delSindaco –Accogliamo con sconcerto il fatto che a rispondere pubblicamente alle famiglie e all’opinione pubblica sia stato direttamente il Sindaco Angelo Annese, bypassando l’Assessora ai Servizi Sociali, che su una materia così delicata ed essenziale avrebbe dovuto avere la titolarità politica e gestionale del confronto. Allo stesso tempo, reputiamo strumentali e insufficienti le accuse di chi solleva rilievi generici senza considerare la reale natura socio-sanitaria della struttura e i vincoli normativi che ne governano l’operatività. Vogliamo ricordare che la competenza sulla componente riabilitativo-sanitaria, sugli standard e sui criteri d’accesso appartiene in gran parte alla ASL e alla Regione Puglia, e non si può far finta che le regole del Regolamento Regionale n. 9/2016 non impongano costi fissi altissimi d’organico (con figure medico-specialistiche ed educative da contrattualizzare obbligatoriamente a pieno regime) indipendentemente dal numero effettivo di utenti presenti.
Tuttavia, l’Amministrazione Annese non può oggi scaricare ogni responsabilità sulla sola Regione o sul quadro normativo. Dopo un iter preparatorio lungo dieci anni (2015-2025) e un’inaugurazione in pompa magna nell’ottobre 2025, la rescissione del contratto con la cooperativa aggiudicataria (Pegaso) a pochi mesi dall’avvio rappresenta il fallimento di una programmazione che doveva prevedere e prevenire la sostenibilità economica dell’opera.

Cosa serve ora: no alla propaganda, sì a soluzioni reali – La chiusura del centro e l’imminente risoluzione contrattuale impongono di fermare la propaganda e di lavorare a soluzioni concrete per i 20 posti previsti:

  1. La richiesta di un incontro urgente a Regione Puglia e ASL Bari per rimodulare la copertura finanziaria, rivedere i parametri d’organico ed evitare che le spese di gestione gravino in modo insostenibile sugli enti o sui gestori.
  2. La convocazione immediata di un tavolo dell’Ambito Sociale di Zona, aperto ai saperi competenti della sanità e della scuola, con il coinvolgimento reale e non di facciata delle associazioni dei genitori e delle famiglie, raccogliendo le esigenze concrete di continuità e dignità assistenziale prima di imboccare nuove strade burocratiche.
  3. Una valutazione coraggiosa sulla destinazione e sul modello di gestione: se la struttura in campagna non consente un’adeguata integrazione sociale per determinati livelli di disabilità, si abbia il coraggio politico di ripensare complessivamente la governance del centro, puntando anche a un’integrazione diretta dei servizi sanitari ASL per non disperdere le alte professionalità coinvolte.Una preziosa opportunità, in questo senso, potrebbe essere offerta dal recentissimo trasferimento dell’ospedale San Giacomo nella nuova sede che, non solo ha liberato ingentii spazi nel centro di Monopoli, ma la sua nuova vocazione è senz’altro riferibile proprio ai servizi sanitari territoriali dei quali vi è tanto bisogno.

I ragazzi autistici e le loro famiglie non sono una bandiera politica da sventolare.

 È il momento della trasparenza, dell’assunzione di responsabilità e di un progetto di ampio respiro che dia garanzie concrete di lungo periodo.

Maria Angela Mastronardi
Consigliera comunale Manisporche-Sinistra Italiana