Rifiuti, Manisporche contro l’amministrazione. Tamborrino: “Il Sindaco doveva optare per l’affidamento diretto”. Pasqualone: “Così l’avresti fatto arrestare”

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È botta e risposta tra Monopoli al Centro ed opposizione, dopo la conferenza stampa indetta dal gruppo di maggioranza sulla questione rifiuti. All’invito, rivolto alla minoranza dal segretario Pasqualone, di agire con maggiormente incisività sulle problematiche che stanno attanagliando la città per contribuire a far emergere tutte le responsabilità, Manisporche risponde con un comunicato dal titolo “Le surreali dichiarazioni di Alberto Pasqualone”. La volontà degli esponenti di MaC di comprendere le ragioni dell’emergenza per il movimento d’opposizione dimostrerebbe “l’impotenza, l’incapacità e il disinteresse dell’amministrazione sul tema dei rifiuti”. Le responsabilità sarebbero dunque di natura politica e tutte addebitabili al centrodestra. “Colpa dell’amministrazione Romani che, nel 2015, ha scelto di farsi commissariare, invece di essere capofila dell’ARO BA/8 e avere un ruolo chiave nella determinazione del servizio RSU, e che ha scelto di proseguire nella strada dell’indifferenziata – si legge nella nota -. Il contratto che ne è derivato aveva delle caratteristiche di tale indeterminatezza che la stessa AGER, prima di procedere alla rescissione, ha dovuto verificare che venissero meno elementi significativi di ricorso da parte dell’azienda – prosegue il comunicato -. Tant’è vero che la decisione finale dell’ARO è quella di ridisegnare il Piano d’Ambito, propedeutico (ma non per forza sufficiente) alla redazione di un Capitolato d’Appalto efficace. Ma queste poche cose, l’Amministrazione Annese non le ha ancora capite. O peggio ancora, ipotesi più probabile, finge di non capirle nel tentativo di scaricare ad altri le proprie pesanti responsabilità”.

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Sulla stessa lunghezza d’onda il pensiero del consigliere Tamborrino, che al segretario di MaC risponde così: “Quando Pasqualone compare sulla scena politica, significa che il termometro è oltre i livelli di guardia. Per cui non mi stupisce che si scaldi di fronte a chi sostiene che il Sindaco avrebbe potuto procedere ad un affidamento diretto del servizio, senza aspettare i tempi di una nuova gara”. Il riferimento è all’art. 50 del Testo Unico degli enti locali, che, mediante ordinanza urgente e di necessità, avrebbe consentito al primo cittadino di “assumere in forma diretta la gestione del servizio per ovviare a problemi igienico sanitari e garantire la continuità del servizio”. “Ovviamente, per un Sindaco, fare ciò significa assumere su di sé rischi e responsabilità non scontate. Ci sono sindaci che hanno il coraggio di farlo e altri no – prosegue Tamborrino -. A noi tocca invece un sindaco che, fatto il colpo di teatro di aver mandato a casa la Falzarano nel pieno della stagione estiva, ora brancola nel buio senza avere alcuna certezza per il futuro”. A stretto giro, la risposta di Pasqualone. “Non c’erano i presupposti per procedere con l’affidamento diretto e, se il sindaco lo avesse fatto, Tamborrino sarebbe stato il primo a chiederne l’arresto – spiega il segretario di MaC a Link24 -. Il ricorso all’art. 50 del TUEL è contro legge, se non vi è lo stato di emergenza ambientale dichiarato dalle autorità preposte. Non capisco perché il consigliere Tamborrino continui a difendere la Falzarano e non accetti il mio invito ad acquisire tutta la documentazione degli ultimi due anni, relativa all’appalto”. E conclude: “Lascio a lui le offese inutili e sterili rivolte all’amministrazione”.