Monopoli, dipendente ‘infedele’, l’avvocato: “Nella farmacia dell’ospedale non c’è Viagra. Lavoratore in servizio”

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L’avvocato Giampiero Risimini, legale del responsabile del magazzino dell’ospedale, chiarisce che il suo assistito, dopo un periodo di sospensione deciso dalla Asl, ha ripreso a lavorare in ospedale. 

Chiuse le indagini della Procura di Bari nei confronti di 10 persone di Monopoli, tra cui un dipendente Asl 64enne responsabile del magazzino dell’ospedale S. Giacomo, un dipendente 61enne della società esterna Sanitaservice con funzione di ausiliario nella farmacia dell’ospedale e 8 commercianti, si aprono i commenti dell’opinione pubblica cittadina che si ritrova a confrontarsi su questa ennesima notizia che si abbatte sul locale nosocomio. I 10 avvisi di garanzia notificati riguardano i reati di peculato, peculato d’uso, abuso d’ufficio, traffico di influenza illecite e ricettazione.

Il dipendente in servizio nel magazzino dell’ospedale, oltre ad essere accusato della presunta sottrazione di toner per stampanti, carta igienica, detersivi, penne e altri materiali di proprietà della Asl che sarebbero poi stati rivenduti ad altri soggetti (indagati ora per ricettazione), per la Procura avrebbe anche sottratto farmaci, grazie alla complicità dell’ausiliario. Farmaci, si è letto in questi giorni, ma soprattutto Viagra che poi, secondo gli inquirenti, avrebbe consegnato a più persone con indicazioni sulle modalità di somministrazione, in cambio di denaro e favori. Per queste condotte il 64enne, sorpreso pure ad utilizzare i pc della Asl per finalità personali, risponde anche di somministrazione di farmaci in modo pericoloso per la salute pubblica ed esercizio abusivo delle professioni di farmacista e medico.

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L’avvocato Giampiero Risimini

Ma l’avvocato che lo difende, Giampiero Risimini, legale anche del 61enne ausiliario e di uno degli 8 commercianti indagati, chiarisce in tal senso un aspetto rilevante, evidenziando alcune inesattezze finora rimbalzate alla cronaca: “Il Viagra – spiega- non è un farmaco disponibile nella farmacia dell’ospedale, nè viene somministrato ai pazienti”. A proposito dei farmaci rinvenuti presso le abitazioni dei due indagati in servizio in ospedale, Risimini prosegue: “Si tratta di pochissimi medicinali da banco e peraltro in scadenza del valore di circa 70 euro”.
L’avvocato chiarisce inoltre che il dipendente in questione, dopo un periodo di sospensione stabilito dalla Asl, ha ripreso a lavorare in ospedale. 

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L’avvocato Giuseppe Carbonara

Sulla vicenda, rimbalzata a livello regionale, interviene anche l’avvocato Giuseppe Carbonara, difensore di un commerciante, che respinge ogni accusa formulata a carico del negoziante. “Il mio assistito – spiega – non ha mai avuto rapporti di natura commerciale con la Asl Bari, nè tantomeno con qualche dipendente della stessa”.