Monopoli, Lamanna: “Giornate perse al Cup: perchè non prenotare da remoto?”

606
Ph di archivio
adv

Riceviamo e pubblichiamo la considerazione di Angelo Lamanna, esponente della Buona Destra. 

Spett.le Redazione,
mi domando cosa vi sia di logico nel pretendere dal contribuente l’ortodosso rispetto delle normative imposte per la lotta alla pandemia da covid 19 in luoghi di aggregazione e divertimento, frequentati presumibilmente da individui in buona salute e la completa applicazione degli stessi nel C.U.P. dell’ospedale San Giacomo in Monopoli, frequentato, sempre presumibilmente, da individui, ahimè, con salute cagionevole.

Oggi (ieri ndr), alle 15.30, circa quaranta persone, tossivano, starnutivano e respiravano in quei locali di pochi metri quadri, ove nessuno si occupava di misurare temperatura corporea e né tantomeno invitava a mantenere distanza di sicurezza.
lamanna e1599899160698Mi domando cosa vi sia di logico nel fornire servizi on line per i motivi più svariati e molto meno importanti di un’ analisi del sangue e non prevedere nell’epoca del “lavoro agile” la possibilità di prenotare una prestazione medica da remoto.
No, il contribuente deve perdere una giornata di lavoro, venire al C.U.P. dove un impiegato più o meno solerte, più o meno educato, più o meno gentile, deve mettere il famoso “timbro” e stabilire la data della prestazione per poi ritornare per rifare la fila e riperdere un’ altra giornata di lavoro in un carnaio ammassati come animali senza nessun tipo di organizzazione dei flussi.
Forse c’è bisogno del consueto “comitato?” La direzione sanitaria non sa di questo clamoroso disservizio? C’è bisogno del parere di qualche scienziato, di qualche famoso ricercatore? Non è sufficiente collegare il dito al cervello e aprire un account di posta elettronica dove fare pervenire direttamente dai medici di famiglia le richieste e trasmettere le informazioni agli utenti?
Lo trovate particolarmente complesso?
Buona Destra Monopoli
Angelo Lamanna

adv