Bancarelle, Brescia: “Ogni piccola cosa che viene tolta sarà una spugna per cancellare i nostri ricordi”

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Riceviamo e pubblichiamo il contributo della scrittrice Rosi Brescia a proposito della festa della Madonna della Madia: “Per noi è cosa da poco guardare distrattamente la merce, toccarla, contrattare il prezzo, lasciare il pattuito e andare via ma, per loro è Vita, la possibilità di andare avanti, di tirare avanti una famiglia, fare studiare i figli”, spiega. 

Post politicamente scorretto…
Chiamatelo folklore, tradizione, come volete ma da che io ricordi le bancarelle per la festa della Madonna della Madia ci sono sempre state!
Bloccano il traffico, meglio di no!
DAVVERO?

Il problema si pone solo per Monopoli allora, perché andate a dire a un Tarantino di NON fare la processione dei “perdoni” perché dura troppo, si dipana per tutta la città ed è solo FOLKLORE!

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Durante il mercato settimanale, quello del martedì per intenderci, non si chiudono alcune strade? Ed è tutti i martedì!

Provate anche a “pensare” che invece che AGEVOLARE i locali del centro storico, che ormai non lasciano più il passaggio per chi, poveretto, passeggia soltanto, lo sguardo arrivi a tutta la popolazione cittadina che l’estate DEVE viverla al meglio, così come il turista (pagante). E che anche noi Monopolitani paghiamo le nostre tasse e il diritto è paritario!

Provate a “pensare” ai ricordi che lasciamo ai nostri figli, di questo folklore spicciolo, da due soldi, sì, ma che rimarrà impresso…Molto meglio che lo sgomitare con la birrozza in mano con gli occhi bassi senza guardare in viso nessuno! Avete notato che i nostri ragazzi guardano raramente negli occhi? Cosa gli stiamo lasciando?

Se togliamo questa PICCOLISSIMA cosa e poi un’altra e un’altra ancora fra un po’ non avremo né la fiera di Santa Lucia, né quella dell’Annunziata, vedrete!

E saremo tutti MUTI, dovremo ESSERLO, perché ogni PICCOLA cosa che viene tolta spacciandola per INNOVAZIONE sarà una spugna per cancellare anche i nostri ricordi di bambini. Quindi dico evviva le bancarelle dei Bangladini, Nigeriani ecc ecc e insieme a loro tutti i COMMERCIANTI AMBULANTI Italiani che ancora ESISTONO.

Avete una pallidissima idea di cosa sia cambiare piazza di commercio ogni giorno?
Lo fanno ancora in tanti, ma per quanto ancora?

Per noi è cosa da poco guardare distrattamente la merce, toccarla, contrattare il prezzo, lasciare il pattuito e andare via ma, per loro è Vita, la possibilità di andare avanti, di tirare avanti una famiglia, fare studiare i figli (per cui sperano in un futuro diverso dal loro, che sono fondamentalmente dei vagabondi!).

Chiedo quindi, non sommessamente, ma ad ALTA VOCE, di fare ritornare in auge TUTTE le nostre abitudini/tradizioni/ folklore…Perché semplicemente, è COSA BUONA E GIUSTA!

Rosi Brescia