Parcheggio via Marconi, “Ancora cemento: 100 posti auto in cambio di 40 appartamenti”. La nota di Manisporche e Spazio Civico

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parcheggio multipiano via marconi ph. archivio
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“Ancora una volta, tanto, troppo cemento in un luogo urbano centrale e paesaggisticamente strategico, nel quale il cemento non lo si sarebbe neanche dovuto ipotizzare. Il parcheggio non si eleverà più per alcuni piani fuori terra, com’era nel progetto originario, ma oltre il piano alla quota stradale avrà due piani sottostanti”, scrivono Manisporche e Spazio Civico. 

Lo scorso 7 agosto, la maggioranza politica del sindaco Angelo Annese ha approvato l’ennesimo scempio urbanistico, che va ad aggiungersi alla devastante colata di cemento che, da ormai 16 anni, sta ricoprendo ogni fazzoletto libero di verde ancora esistente nel cuore della città.

Si tratta di un’area di 6mila metri quadrati, fin dal piano regolatore del 1976 Verde pubblico, poiché compensativa dei terreni, su cui erano stati edificati i palazzoni residenziali di 7 piani ancora esistenti. Nel marzo 2001 l’area era stata anche inserita, con delibera di Consiglio comunale, nel perimetro del nascente Parco Lama Belvedere. Oggi, con un accordo pubblico/privato per nulla condivisibile (i proprietari sono gli stessi che avevano ricevuto la possibilità di costruire i palazzoni di 7 piani), ma ratificato dal Consiglio Comunale, il Comune riceverà un centinaio di posti auto in cambio di una quarantina di appartamenti realizzati dal Privato. Ancora una volta, tanto, troppo cemento in un luogo urbano centrale e paesaggisticamente strategico, nel quale il cemento non lo si sarebbe neanche dovuto ipotizzare.

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Il parcheggio non si eleverà più per alcuni piani fuori terra, com’era nel progetto originario, ma oltre il piano alla quota stradale avrà due piani sottostanti. Ciò è dipeso esclusivamente da questioni finanziarie riguardanti il Privato, e non da un’attenzione all’interesse generale e all’insostenibile impatto urbanistico dell’opera.

Come Manisporche e Spazio Civico abbiamo tentato di far comprendere ai colleghi di maggioranza, quanto conducesse lontano dalla legge e dal buon senso il voler trattare le aree destinate ai Servizi più vicine alle zone omogenee del centro storico e dei consolidati residenziali compatti, che hanno dimensioni ridotte e che da decenni sono state totalmente riservate agli standards urbanistici (parchi, giardini, scuole, edifici sportivi e altri contenitori pubblici) allo stesso modo di quelle periferiche, che furono ampliate, in fase di redazione del più recente piano urbanistico, proprio per contenere le volumetrie rivenienti dalla loro destinazione d’uso e dalle premialità previste a compensazione di concordate opere pubbliche.

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