“Mi scusi, c’è Angela?”, la proposta delle Donne Democratiche all’amministrazione comunale

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“L’idea è quella di affiggere una locandina con poche ma importanti informazioni: il numero Nazionale Antiviolenza e Stalking 1522, la rappresentazione grafica del gesto Antiviolenza e la frase in codice “Mi scusi, c’è Angela?”, una frase da pronunciare se si è in pericolo e si teme per la propria incolumità, in qualsiasi luogo ci si trovi”, scrivono le Donne Dem in una nota in vista della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne. 

Mi scusi, c’è Angela?
Come ogni anno, si avvicina la ricorrenza della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne del 25 Novembre e noi, Donne Democratiche e cittadine monopolitane, teniamo a proporre all’Amministrazione Comunale di Monopoli, un’iniziativa che oltre a sensibilizzare la collettività sul tema della violenza di genere, che purtroppo resta attuale, abbia l’obiettivo di costituire una rete di informazione capillare e di supporto per tutte le donne che vivono situazioni di violenza psicologica e fisica nei vari ambiti che le circonda, compreso quello familiare, al primo posto, nelle cronache a cui assistiamo ogni giorno. Proprio un anno fa, la nostra comunità, è stata sconvolta da due episodi gravissimi, di cui uno con un esito tragico.

pdNon abbiamo contezza di quante situazioni a rischio ci siano nel nostro territorio ma sappiamo che ci sono realtà associative come Progetto Donna, che lavorano ogni giorno, alacremente, per tutte le donne che necessitano di aiuti di vario genere. Possiamo immaginare, alla luce del clima nazionale che respiriamo quotidianamente da anni, che anche qui, a Monopoli, ci siano donne di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali, che possano trovarsi in ambienti rischiosi, più o meno violenti. Nella realtà meridionale, inoltre, persiste uno stato di paura legato all’omertà che gravita attorno a certi argomenti e ad una società che ancora cerca affannosamente di scrollarsi di dosso dei retaggi educativi e culturali legati al patriarcato.

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Forti sono ancora i pregiudizi, i giudizi e la paura che ne consegue. Molto spesso le vittime non denunciano per paura delle conseguenze, paura della vendetta dei propri carnefici ma anche di non essere credute, sminuite, inascoltate.

Probabilmente, vivere in un contesto sociale che adotti delle misure per essere vicino alle vittime, informandole sulle possibilità che ci sono, al momento, per far fronte a questa emergenza, sarebbe un passo significativo. In un mondo ideale tutto questo non dovrebbe essere necessario, ma in questa fase della nostra vita, dobbiamo attivarci il più possibile per tentare di salvare ogni preziosa esistenza.

L’idea è quella di affiggere una locandina con poche ma importanti informazioni: il numero Nazionale Antiviolenza e Stalking 1522, la rappresentazione grafica del gesto Antiviolenza, e, ispirandoci ad iniziative di successo in altri comuni, la frase in codice “Mi scusi, c’è Angela?”, che nasce nel 2016 nel Regno Unito e che negli ultimi anni ha preso piede in molte città italiane e non: una frase in codice da pronunciare se si è in pericolo e si teme per la propria incolumità, in qualsiasi luogo ci si trovi. Vorremmo che l’Amministrazione Comunale accettasse questa nostra proposta e si impegnasse nella stampa e distribuzione di questa locandina, di cui alleghiamo una bozza, in tutti i camerini dei negozi, nelle sale d’attesa degli studi medici, nelle Farmacie, alle casse di piccoli alimentari e Supermercati, bagni di ristornati, bar e luoghi pubblici, mezzi di trasporto pubblico, cinema, teatri, uffici postali. L’Amministrazione Comunale può e deve dare un segnale importantissimo, che raggiunga le donne su tutto il territorio comunale del centro, delle periferie e delle contrade.

Le iniziative del 24 e 25 Novembre sono importanti, rappresentano un indispensabile momento di condivisione e raccoglimento, ma purtroppo non sono sufficienti e spesso sono il nostro alibi per ritenere di aver fatto qualcosa per far fronte ad una battaglia in cui ci sentiamo sconfitti in partenza. Facciamo davvero la differenza, e che il 25 Novembre sia vissuto ogni giorno dell’anno finché, insieme, giungeremo a quel futuro, si spera non troppo lontano, in cui saremo felici di non avere più una data da ricordare e magari delle locandine da fare a pezzi.

Donne Democratiche Monopoli