Referendum Giustizia, il No di Brescia: “Riforma pericolosa, molto insidiosa. Non mi fido”

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Riceviamo e pubblichiamo il contributo del consigliere comunale di opposizione Pietro Brescia che spiega il suo no al Referendum. 

Perché voterò no. Questa non è una vera riforma della giustizia.
Il referendum viene venduto come una necessaria modernizzazione del sistema giudiziario, una manovra tecnica, come dovrebbe essere e come in effetti sarebbe necessario.

La separazione delle carriere è un argomento vecchio, un’evoluzione naturale che si sarebbe potuta affrontare diversamente. È stata usata come biglietto da visita per distogliere l’attenzione dai veri intenti di questa riforma, ovvero il tentativo di controllare la magistratura modificando diversi articoli della Costituzione senza specificare cosa accadrà davvero: quali saranno i provvedimenti successivi allo sdoppiamento del CSM e all’istituzione di una più alta corte disciplinare, con un dispendio di denaro enorme.

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Al di là degli aspetti tecnici, che noi cittadini facciamo fatica a comprendere, colpisce soprattutto la modalità con cui viene portata avanti questa campagna elettorale — perché tale è diventata — spesso con slogan di pessimo gusto, talvolta indecenti. Ricordo alcune dichiarazioni di importanti esponenti di partito o di figure con ruoli di primo piano nel governo:
“Usate ogni mezzo per far votare sì, anche il solito metodo clientelare. Bisogna vincere questa battaglia.”

Ma possono essere credibili certi politici? Oppure quando un capo di gabinetto afferma che la magistratura è un “plotone di esecuzione” e va fermata . O quando viene definita un organismo “paramafioso”e tante altre frasi infelici. Dopo aver ascoltato i sostenitori del sì e queste esternazioni da bar dello sport, non è difficile capire quali siano i veri intenti di gran parte di questo governo.

Si vuole indebolire e controllare la magistratura. Queste dichiarazioni lo rendono evidente. Se prima avevo dei dubbi, ora ho una certezza, almeno per me. Hanno trasformato tutto in uno scontro ideologico e, come tale, saranno premiati o bocciati.

Questa “riforma” la trovo pericolosa, molto insidiosa. C’è troppo non detto. Hanno lanciato questa patata bollente al popolo, che non dovrebbe essere chiamato ad avere queste competenze né a sostenere una responsabilità così grande.

Non mi fido, quindi non rischio. Il mio sarà un “no” dettato anche dal disgusto per il modo in cui questo referendum viene pubblicizzato. Andate a votare: è più importante di quanto si possa immaginare. Anche se avete capito poco, basta ascoltare ciò che alcuni sostenitori del sì hanno detto in questi giorni, senza vergogna, per non avere più dubbi.

Pietro Brescia
consigliere comunale Riprendiamoci Monopoli