Monopoli, la biblioteca da un mese senza climatizzazione: la denuncia dell’Associazione “Mi Riconosci”

52
adv

“Le uniche misure adottate si sono ridotte a soluzioni-toppa del tutto inefficienti, come condizionatori portatili del tutto inadeguati a rinfrescare i grandi ambienti dell’edificio e rivelatisi persino dannosi nelle zone sprovviste di aperture idonee”, scrive l’associazione in una nota.  

L’associazione Mi Riconosci si unisce alla denuncia dei lavoratori sulle condizioni insostenibili di lavoro nella Biblioteca La Rendella di Monopoli a seguito del danneggiamento degli impianti di condizionamento, avvenuto il 18 agosto a seguito di un violento temporale.  

Le uniche misure adottate si sono ridotte a soluzioni-toppa del tutto inefficienti, come condizionatori portatili del tutto inadeguati a rinfrescare i grandi ambienti dell’edificio e rivelatisi persino dannosi nelle zone sprovviste di aperture idonee. 

adv

“La Rendella viene presentata come una biblioteca di comunità, un punto di riferimento regionale. Eppure questo episodio dimostra la fragilità di questa narrazione. La comunicazione all’esterno è stata quasi assente, se non per un avviso pubblico, e le temperature continuano a essere insostenibili, senza che siano stati forniti servizi minimi come acqua e ventilatori o che sia stata prevista la sospensione parziale dei servizi. – dichiara Rosanna Carrieri di Mi Riconosci – Proprio ieri, 10 settembre, una lavoratrice della cooperativa che ha in gestione i servizi della biblioteca ha avuto un malore sul posto di lavoro. Questo gravissimo episodio ha smentito nei fatti le valutazioni che ritenevano irrilevante il rischio”.

Nonostante le lavoratrici, seguite dal sindacato USB-LP, abbiano sollecitato e richiesto confronti in più occasioni, vi è un continuo rimpallo di responsabilità tra il Comune di Monopoli e la cooperativa.

“A fronte di temperature tanto elevate, è inammissibile che, dopo quasi un mese, non si siano trovate soluzioni adeguate per garantire la sostenibilità del lavoro e della frequentazione degli spazi. – prosegue Carrieri – Le lavoratrici e i lavoratori chiedono di essere ascoltati, non solo sulla questione specifica, di per sé emblematica, ma anche sulle prospettive occupazionali, trovandosi da diversi mesi a lavorare in proroga”.

I servizi della Rendella, come quelli di molte biblioteche, sono, infatti, appaltati a una cooperativa e il gruppo di lavoratrici e lavoratori esternalizzati è ormai in proroga da gennaio 2026. È necessario che l’amministrazione comunale e la dirigenza della cooperativa IMAGO si assumano le proprie responsabilità e diano risposte chiare rispetto alla vivibilità degli spazi e alle prospettive dei servizi.

Le lavoratrici sono pronte a scioperare e, anche noi, come operatrici del settore, siamo pronte a scendere in piazza con loro per rivendicare dignità e diritti.

Associazione Mi riconosci