Oleodotto, il Pd: “Il sindaco arriva dopo il traguardo, prima il Comune dice sì, poi lui scopre il no”

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Oleodotto
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Il Pd: “Annese spieghi in Consiglio quando e perché ha cambiato posizione”.

Sull’oleodotto il sindaco Annese sembra aver scelto una singolare modalità di amministrare: prima lascia parlare gli atti, poi lascia scadere i termini della procedura e infine convoca una conferenza stampa per annunciare alla città la posizione politica dell’Amministrazione. Il problema è che gli atti raccontano una storia diversa da quella che oggi il sindaco vorrebbe consegnare alla città.

Il 28 agosto il Comune di Monopoli, attraverso l’Area Organizzativa IV – Ambiente, Ecologia e Paesaggio, ha trasmesso agli enti competenti un parere favorevole sul progetto dell’oleodotto, del campo boe e dei collegamenti sottomarini e terrestri, indicando al contempo una serie di condizioni e aspetti ancora da approfondire. Il 29 agosto è scaduto il termine della consultazione pubblica.

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E l’8 settembre, quando ormai quel termine era scaduto, la stessa Amministrazione comunicava che il progetto era ancora in fase di valutazione e che, prima di assumere una posizione politica, intendeva approfondirne tutti gli aspetti. Poi, improvvisamente, ieri sera arriva il “no” del sindaco. Quando è cambiata la posizione dell’Amministrazione? È questa la domanda alla quale Annese deve rispondere. Se il Comune era già contrario, perché ha trasmesso un parere favorevole?

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Il segretario del Pd Suma

Se invece, come dichiarato l’8 settembre, la posizione politica doveva ancora essere definita, quali elementi nuovi sono emersi nel frattempo? E soprattutto: perché una questione così importante per il porto, il mare, la costa e il futuro del territorio non è stata affrontata tempestivamente in Consiglio comunale?

C’è poi una questione politica che il sindaco non può eludere: appena un anno fa era lui stesso a descrivere il progetto in termini ben diversi da quelli utilizzati oggi, parlando della possibilità che l’intervento rappresentasse un’opportunità per il territorio e ipotizzando, in caso di esito positivo dell’iter, un confronto sulle ricadute e sulle compensazioni per Monopoli.

Il Partito Democratico, al contrario, già allora esprimeva forti perplessità e chiedeva un confronto istituzionale serio e trasparente, fino a sollecitare la convocazione di un Consiglio comunale monotematico. Oggi il sindaco sembra aver scoperto quelle stesse criticità. Meglio tardi che mai, ma la politica non può essere una gara a chi arriva ultimo e poi si presenta come il primo.

Non contestiamo le competenze tecniche degli uffici. Contestiamo una gestione politica tardiva, contraddittoria e priva del necessario confronto istituzionale.

E sia chiaro: sappiamo bene che un parere tecnico e un indirizzo politico sono piani distinti. Ma è troppo facile, dopo un silenzio politico assordante, rifugiarsi oggi dietro questa distinzione per evitare di rispondere alle domande che contano. Il sindaco non può essere contemporaneamente il rappresentante di un’Amministrazione che un anno fa individuava nel progetto una possibile opportunità, il capo di un’Amministrazione che il 28 agosto trasmette un parere favorevole e, pochi giorni dopo, il protagonista solitario di un “no” annunciato alla stampa.

Queste posizioni devono essere spiegate. E devono essere spiegate nella sede propria: il Consiglio comunale. Per questo il Partito Democratico chiede che il sindaco venga immediatamente in aula e chiarisca pubblicamente:

  • chi ha assunto la decisione alla base del parere favorevole del 28 agosto;
  • quale fosse l’indirizzo politico dell’Amministrazione in quella fase;
  • perché il Consiglio comunale non sia stato coinvolto prima della scadenza della consultazione;
  • quali elementi abbiano determinato il passaggio dalla fase di “approfondimento” al “no”;
  • quali atti concreti il Comune intenda ora adottare nella procedura VIA per rendere effettiva la contrarietà annunciata.

Perché un comunicato stampa non cancella un atto amministrativo e una conferenza stampa non sostituisce il Consiglio comunale. Il parere politico negativo di questa Amministrazione arriva solo dopo le proteste dei cittadini nel vano tentativo di non essere ricordati come quelli che hanno voluto l’oleodotto. Purtroppo è troppo tardi per ripulirsi la coscienza. Se Annese è davvero convinto che l’oleodotto non rappresenti il futuro di Monopoli, venga a sostenerlo nella sede istituzionale propria, davanti alla città e davanti alla sua stessa maggioranza. Non ci interessa sapere chi ama di più Monopoli. Ci interessa sapere chi ha deciso cosa, quando lo ha deciso e perché. Sul futuro della città servono coerenza, trasparenza e atti concreti. Meno retorica.Meno conferenze stampa.Più Consiglio comunale.

Partito Democratico di Monopoli