Dipendenti MerMec in sciopero, l’azienda: “L’operazione societaria con Siemens in una strategia di sviluppo e consolidamento industriale”

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I lavoratori hanno scioperato per 4 ore chiedendo garanzie occupazionali. La MERMEC chiarisce “Mai fatto un’ora di cassa integrazione in 46 anni, neanche durante il Covid, non è un’azienda in crisi, al contrario è un’azienda che continua a crescere, ad assumere nuovo personale”.  

Uno sciopero di 4 ore dalle 9 alle 13 per i lavoratori della MerMec di Monopoli che hanno aderito alla mobilitazione nazionale proclamata dalle organizzazioni sindacali per chiedere garanzie sul futuro industriale e occupazionale del Gruppo Angel. “Alla base dello sciopero – sottolinea una nota delle Rsu e delle segreterie territoriali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil – la forte preoccupazione per il futuro industriale e occupazionale del Gruppo e, in particolare, per le conseguenze della potenziale acquisizione delle attività ferroviarie da parte di Siemens Mobility”.

A pesare sul clima di preoccupazione, spiega l’agenzia di stampa Ansa, è la mancata partecipazione della proprietà all’incontro convocato il 20 ottobre scorso presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per le rappresentanze sindacali, le rassicurazioni finora ricevute dall’azienda non bastano a dissipare i timori. “Da mesi – riferiscono all’Ansa – chiediamo risposte sul piano industriale, sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, sulla continuità delle commesse, sulla tutela del know-how, sul mantenimento delle sedi produttive e sulla salvaguardia dei trattamenti economici e normativi. Risposte che, ad oggi – è detto ancora – non sono arrivate. Parliamo del futuro di circa 1.700 lavoratrici e lavoratori e di un patrimonio industriale e professionale costruito nel tempo anche grazie alle loro competenze e al loro lavoro. Per questo un’operazione di tale portata non può essere considerata una questione privata degli azionisti né può essere gestita senza un coinvolgimento reale delle rappresentanze dei lavoratori. Lo sciopero di oggi vuole quindi mandare un messaggio chiaro: servono rispetto, trasparenza e garanzie concrete. Chiediamo l’apertura immediata di un confronto serio sul piano industriale e sulle prospettive del Gruppo, con impegni precisi e verificabili sulla tutela dell’occupazione, delle professionalità, delle sedi e delle condizioni economiche e normative”

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Alla luce di queste esternazioni, la risposta di MerMec in una nota ufficiale inviata alla stampa che riportiamo qui di seguito.

LA NOTA MERMEC – In riferimento alle recenti dichiarazioni delle organizzazioni sindacali FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM e alle notizie riportate dagli organi di informazione, MERMEC ritiene opportuno ribadire quanto già comunicato nel comunicato stampa del 14 maggio 2026. L’operazione societaria si inserisce in una strategia di sviluppo e consolidamento industriale.

L’ingresso del più grande player industriale d’Europa, della rilevanza e solidità di Siemens, potrà rappresentare un’importante prospettiva di crescita e valorizzazione delle competenze; l’operazione non prevede conseguenze negative sui livelli occupazionali, sulle condizioni di lavoro, sui trattamenti e sulle sedi, tutte cose già comunicate in vari incontri con i colleghi prima di tutto ed anche, negli incontri con i sindacati.

La MERMEC non ha mai fatto un’ora di cassa integrazione in 46 anni, neanche durante il Covid, non è un’azienda in crisi, al contrario è un’azienda che continua a crescere, ad assumere nuovo personale e per questo ha rifiutato un incontro presso il tavolo di crisi del Ministero delle Imprese il 20 ottobre 2026 richiesto dai sindacati, il cui rifiuto dell’incontro è l’origine di questo sciopero.