Acquistò un capannone e partì un esposto, disposta l’archiviazione per i genitori di Melissa

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I fatti risalgono al 2023 quando la mamma della bambina affetta da Sma1 che commosse l’Italia con la sua storia si aggiudicò ad un’asta un compendio industriale a Polignano a Mare. 

Si mette la parola fine ad una storia iniziata due anni fa, ma che affonda le sue radici ancora prima. Era il 2020 quando tutta l’Italia venne a conoscenza della situazione di Melissa, una bambina affetta da Sma1 e bisognosa di un farmaco di oltre 2milioni di euro chiamato Zolgensma. I genitori, Rossanna Messa e Pasquale Nigri, avviarono una raccolta fondi intitolata “Un futuro per Melissa” per cercare di raggiungere quell’obiettivo e volare con la piccola, all’epoca dei fatti di 7 mesi, a Dubai per la somministrazione di quel farmaco.

La storia della bambina, con aggiornamenti circa il suo stato di salute, commosse tantissime persone, tanto che le donazioni tramite la piattaforma GoFundMe e cresciute con quasi 1500 salvadanai posti nelle attività commerciali di Monopoli e dintorni, portarono al raggiungimento dell’obiettivo, anche grazie alla grandissima visibilità della vicenda, che ebbe anche testimonial e sostenitori famosi come cantanti, attori, calciatori.

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Rossanna Messa con il marito Pasquale Nigni e le figlie

L’enorme cifra raccolta però instillò anche dubbi, soprattutto tre anni dopo quando la mamma di Melissa si è aggiudicò all’asta un compendio industriale a Polignano a Mare versando circa 1,5milioni di euro per l’espansione della sua azienda di souvenir. Una operazione questa che fece storcere il naso alla rappresentante di una società di import export avente sede nell’immobile in questione, che ha raccontato di aver contribuito in prima persona alla raccolta fondi e che aveva cercato, anche lei – ma invano – di aggiudicarsi l’asta.

Così insieme ad altri 11 polignanesi la donna ha presentato un esposto-denuncia in Procura chiedendo che venisse fatta chiarezza sul caso, che venissero mostrate le rendicontazioni delle spese sostenute per la bambina e che si appurasse la provenienza delle somme utilizzate per l’acquisto del capannone da parte dei genitori di Melissa. La denuncia ebbe seguito, i genitori della piccola, con l’ipotesi truffa, furono iscritti nel registro degli indagati, e accurate indagini furono eseguite dalla Guardia di Finanza, dalle quali non emersero irregolarità.

avvocato carbonara
l’avvocato Carbonara

Qualche giorno fa, come riferisce il legale della famiglia di Melissa, l’avvocato Giuseppe Carbonara, è stata infatti disposta l’ archiviazione del procedimento penale. Le ragioni addotte dal PM nella richiesta di archivizione sono state ritenute condivisibil dal gip. “Gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna o di applicazione di una misura di sicurezza diversa dalla confisca”, è spiegato nell’atto. Il legale prima di giungere a questa conclusione favorevole dei fatti per la famiglia, aveva presentato una memoria difensiva, evidenziando che le somme usate dalla madre per acquistare l’immobile dipendevano non dalle donazioni dei cittadini, ma da mutui attivati, finanziamenti, prestiti e da denaro messo da parte dalla donna con la sua attività imprenditoriale. Si è dunque dimostrato che l’ingente somma raccolta per Melissa è stata impiegata solo allo scopo di migliorare le condizioni di vita e il benessere della bambina.