“Attenzione ai balconi pericolanti. Perché non obbligare a restaurarli?”

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Ci scrive ancora Franco Muolo, questa volta l’argomento riguarda i balconi “mummificati”, dai quali possono cadere pezzi di intonaco o calcestruzzo. 

Gentile Direttrice,
Ricordo che i miei genitori, prima di uscire di casa, mi dicevano sempre: “guarda avanti, a terra dove metti i piedi e in alto, nel caso dovesse cadere qualche oggetto dai balconi”. Passeggiando oggi sui marciapiedi dei centri urbani delle nostre splendide e affollate città pugliesi, in particolar modo in quelle, dove negli ultimi cinquant’anni, si è edificato intensamente con l’uso del cemento armato, si notano molti adolescenti, adulti, e anche anziani, che circolano con lo sguardo non più orizzontale, ma inclinato in avanti e diretto dritto dritto su smartphone o tablet, digitando in continuazione e rischiando una collisione da pedone a pedone. L’ uso generalizzato e poco attento del portatile marchingegno, credo stia diventando pericoloso, non solo in auto (sia in movimento che alle fermate dei semafori), ma anche sui marciapiedi e addirittura mentre si attraversano le zebrature stradali.
Orbene, globalizzazione elettronica permettendo, devo dire che il mio sguardo, forse per una mia pregressa deformazione professionale, continua a tenere una tendenza visiva “altra”. Ciò mi consente, di evitare sì pericoli dovuti a cadute di oggetti dall’alto, ma ora anche di pezzi di intonaco e detriti di calcestruzzo di vecchi balconi deteriorati dal tempo e non sempre sottoposti ai necessari lavori di manutenzione dai legittimi proprietari. Sembrerebbe che le amministrazioni comunali, ben consapevoli della tutela della pubblica incolumità, se ne stiano pian piano disinteressando, riconoscendo la durata (precaria) di quei incredibili contenitori retati o plastificati installati sotto gli aggetti suddetti, per scongiurare eventuali infortuni che si dovessero verificare su ignari pedoni.
Perdurando tale situazione, non sarebbe meglio, per la tutela della pubblica incolumità, obbligare (con apposita ordinanza sindacale, supportata da apposita relazione tecnica) gli interessati ad effettuare i relativi lavori di manutenzione o la ricostruzione totale di quei balconi mummificati ritenuti pericolanti, come si procedeva tempo addietro attraverso l’opera degli uffici comunali addetti?

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