Bellini intervista Bassetti: “Non vaccinarsi vuol dire sottoporsi alla roulette russa”

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“Siamo in un momento in cui il virus sta circolando moltissimo ma per fortuna nella maggioranza dei casi circola anche nei vaccinati, dando un quadro molto simile a quello del raffreddore o dell’influenza. Cosa che invece non riguarda chi non si è vaccinato. Su queste persone il virus picchia ancora duro”, ha detto il professore al giornalista di Monopoli. 

Il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, è intervenuto nei giorni scorsi su Lifestyleblog.it per parlare dell’emergenza sanitaria. In collegamento da Monopoli con il direttore Bruno Bellini, Bassetti ha analizzato la situazione e i numeri in crescendo.

“Stiamo vivendo, purtroppo, un aumento importante dei contagi. Nelle ultime settimane si sono fatti moltissimi tamponi. Siamo in un momento in cui il virus sta circolando moltissimo ma per fortuna nella maggioranza dei casi circola anche nei vaccinati, dando un quadro veramente molto simile a quello del raffreddore o dell’influenza. Cosa che invece non riguarda purtroppo chi non si è vaccinato. Su queste persone il virus picchia ancora duro e purtroppo picchia ancora duro anche su quelli che si sono vaccinati ma che hanno delle comorbilità importanti, cioè su quelli su cui il vaccino purtroppo funziona ma limitatamente. Quindi oggi abbiamo due malattie molto diverse. Una del vaccinato in cui il vaccino ha funzionato, dove il virus si è chiaramente depotenziato e un’altra su quelli che non sono vaccinati e su quelli in cui la vaccinazione ha funzionato bene”, ha detto il professore.

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Bocciata in pieno la soluzione dei tamponi rapidi.
“Bisognerebbe lasciarli unicamente ai sintomatici. Perché noi non possiamo continuare a fare milioni di tamponi nelle persone asintomatiche su auto prescrizione. Il test dovrebbe essere tanto prescritto da un medico, letto da un medico interpretato da un medico. E poi sappiamo anche che questo test ha dei limiti per cui, soprattutto i test fatti in farmacia, possono risultare in tre o quattro casi su 10 negativi anche se magari nella realtà attuale sei positivo lo stesso”, ha aggiunto Bassetti che sull’aumento dei casi e della diffusione della Variante Omicron, spiega:

Il fatto che Omicron possa diventare predominante potrebbe voler dire la fine della pandemia o l’inizio della fine, perché vorrebbe dire veramente avere reso questo virus meno aggressivo, soprattutto per i vaccinati, ma ci sono dati che dicono che anche nei non vaccinati la Omicron è in qualche modo meno aggressiva rispetto a quello che avveniva con la Delta perché si concentra meno questo virus nei polmoni. Quindi dà meno facilmente la polmonite rispetto a quello che avveniva con le altre varianti, quindi ci auguriamo tutti che sia così”.

Altri paesi che l’hanno vista per primi in Sudafrica l’Inghilterra la Scozia i Paesi del Nord Europa ci confermano che indubbiamente è meno grave. Resta però il problema che è molto più contagiosa, il che vuol dire che siamo di fronte a una malattia infettiva respiratoria molto simile al morbillo. Il che vuol dire che è molto probabile che nei prossimi 3 – 4 mesi ci contageremo tutti, ovvero ci sarà una parte di noi che ha fatto il vaccino che non se ne accorgerà neanche ma chi non lo ha fatto si contagerà. Oggi non vaccinarsi vuol dire sottoporsi alla roulette russa. Ti può andare molto bene ma ti potrebbe anche andare molto male.

E, a proposito di vaccino, Bassetti non esclude ulteriori richiami rimarcando l’importanza degli hub vaccinali.
“E’ probabile che nel 2022 ci dovremo fare un quarto richiamo. Ora se ci sarà da fare dopo sei mesi dopo otto dopo nove vedremo. Certamente io credo che quello che sia importante è che noi manteniamo un’organizzazione a livello regionale fatta affinché continueremo a vaccinare per i prossimi due anni. Quindi io credo che gli hub vaccinali vadano mantenuti, almeno uno per grande città e le persone devono avere la possibilità di andare quando vogliono a farsi la loro terza, quarta e se ci sarà una quinta dose”, ha concluso.