Da Milano ad un trullo per salvarsi. Rosi Brescia scrive “Ora più che mai”

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“E’ una storia di amore e di fratellanza”, dice la scrittrice che dedica agli amici e al fratello in Veneto questo romanzo, per la prima volta non autoconclusivo. 

Il giorno che non c’era. Parte da quel 29 febbraio del 2020 “Ora più che mai” (Ed. PlaceBook Publishing), il terzo romanzo della scrittrice monopolitana Rosi Brescia, pubblicato il primo febbraio.

Dopo la soddisfazione del terzo posto al concorso nazionale “Inchiostro di mare” con “Un borgo del cuore”, la scrittrice regala quest’altro lavoro che segue a “All’amore non si sfugge”.
Pagine scritte durante la prima ondata della pandemia da Covid, in contemporanea a quello che accadeva in Italia e nel mondo. La scrittura prende ispirazione dalla sensazione di alienazione provata durante i primi mesi del lockdown, da quell’attaccamento al virtuale che univa, ma che al tempo stesso estraniava.

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E’ la storia di un viaggio di ritorno alle origini, di salvezza, spiega l’autrice a Link. La storia di Sandro e Stella, due fratelli, e del figlio di lui, Francesco.
Sandro, medico rianimatore a Milano, accorgendosi del precipitare della situazione legata al Covid, fa sì che la sorella e il figlio tornino in Puglia dove vivevano i loro genitori e dove la paura e la virulenza del Covid ancora non sono arrivate.

rosi e la figlia
La scrittrice Brescia con la figlia appassionata dei brani di Ultimo

Da Milano ad un trullo abbandonato, dal Nord al Sud, dal quale Stella ormai 38enne manca da 20 anni. Lei direttrice di una prestigiosa boutique in via della Spiga, si trova in un ambiente in cui fa fatica ad inserirsi e dal quale teme possano riaffiorare dolori del passato. Ad aiutarla ad ambientarsi ci pensa il nipote 13enne, un ragazzino dolcissimo, appassionato di musica, di chitarra e delle canzoni di Ultimo (al quale l’autrice farà recapitare una copia del romanzo). Un adolescente che le sue estati le trascorreva proprio lì, in quel trullo dei nonni in Puglia che conosce molto bene.
Non manca nella narrazione la nascita di una storia di amore tra Stella e l’argentino Tancredi, da sempre stato in Puglia, anche prima che lei 18enne andasse via. Una storia alla quale si decide di dare una nuova possibilità per cercare di essere felici.

“E’ una storia di amore e di fratellanza”, dice la Brescia, che dedica agli amici e al fratello in Veneto questo romanzo, per la prima volta non autoconclusivo. Per questo è possibile  immaginare che le vicende dei protagonisti abbiano ancora un futuro e che troveranno spazio in nuove pagine ancora da scrivere.