Dal turismo di massa ad uno esperienziale e slow: anche a Monopoli si può

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La riflessione di una lettrice che ha partecipato al workshop “In Puglia il cibo è cultura” che si è tenuto a Taranto. 

Buongiorno Direttrice,
sono una sua collega cittadina monopolitana e le scrivo di una bella esperienza che ho potuto fare e che vorrei riportare ai miei concittadini, molti dei quali operatori del settore ricettivo. Chiamata a curare la parte fotografica del workshop “In Puglia il cibo è cultura” che si è tenuto nella suggestiva cornice della “Basilica” del Relais Histò a Taranto, ho avuto modo di assistere a degli interventi davvero interessanti sugli argomenti Puglia, cultura, enogastronomia.

DSC 1844 1Mentre l’occhio fissava i relatori attraverso l’obbiettivo della reflex, l’orecchio prestava attenzione ai relatori: fra questi la Dottoressa Roberta Garibaldi, docente di Tourism Management e autrice del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano, la quale ha sintetizzato l’importanza dell’aspetto esperienziale nella ricettività. Dai suoi monitoraggi è confermato che “le food experience sono sempre più nel gradimento dei viaggiatori”. 

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DSC 8585Monopoli che è città turistica a tutti gli effetti da dieci anni a questa parte, rispecchia e può rispecchiare ancor di più in futuro, i trend monitorati dalle ricerche della Garibaldi: esperienza, ricerca del particolare, turismo slow e il cibo “buono” tutti insieme possono essere motore del turismo verace, autoctono e offerto con spirito conviviale (e sul convivio il Prof Ponzio ha illustrato bellissimi concetti dell’antichità oggi più che mai attuali). Sul palco dei relatori anche Nancy Dell’Olio, ambasciatrice della Puglia nel mondo, e il Prof Capurso che ha “raccontato” la dieta mediterranea. Gli interventi sono visibili sulla pagina facebook dell’evento @inpugliailciboecultura e spero che molto operatori e interessati al settore turistico, ristorativo e agroalimentare spendano un po’ del loro tempo per ascoltare questi lavori: sarà tempo ben speso per cogliere spunti utili e acquisire dati. Infine, desidero aggiungere che fare sistema è la strategia vincente: su questo rinvio alle parole di Enzo Lavarra (Componente del board di Europarc Federation e Federparchi) che ha sottolineato come il rispetto del territorio e della natura è premessa a tutto il discorso su turismo e enogastronomia.

Concludendo, i dati dimostrano che il cibo è uno straordinario volano per il rilancio del turismo pugliese e quindi anche per quello di Monopoli e che passare dal turismo di massa al turismo esperienziale e focalizzato per target specifici (non necessariamente luxury) possa essere una chiave interessante nel post Covid.

Marianna Iodice