Donne chiuse in casa con chi le maltratta, Morga: “Non vi lasciamo sole”

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“Per molte la casa non è il luogo della sicurezza”, scrive l’assessora che ha organizzato una rete di sostegno e di supporto alle donne vittime di violenza.

In questi giorni dobbiamo stare a casa, rispettando le regole che sono necessarie per gestire l’emergenza del Coronavirus per molte donne la casa non è il luogo della sicurezza: in Italia ogni 3 giorni viene uccisa una donna e in questo momento di convivenza forzata le richieste di aiuto sono nettamente in calo! Siamo consapevoli che questo dato non significa che i maltrattamenti possano essere in diminuzione, ma che possa esistere, di fatto, una violenza nascosta

L’ Assessorato ai Servizi Sociali ha messo in atto uno studio del fenomeno per dare risposte concrete alle donne monopolitane. Dopo un confronto con le forze dell’ordine e la rete che abbiamo creato con il Centro Antiviolenza, vi forniamo adesso indicazioni semplici e chiare per dire no alla violenza e per dirvi che potete chiedere aiuto, sempre e comunque, e che siamo in grado di fornire risposte efficaci, nonostante la situazione di emergenza!

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  • potete chiamare al numero telefonico 8212906 centro antiviolenza “il Melograno” dove ci sarà supporto telefonico H24 e si potrà comunicare con messaggi whatApp, sms o videochiamate: si potrà chiedere aiuto nella massima sicurezza!
  • potete chiamare al 1522 o anche scaricare l’App, dove si potrà comunicare H24 con le operatrici e chiedere aiuto.
  • potete scaricare sul telefonino l’ App “YouPol” che, consente di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato, anche in forma anonima, per esempio da parte di un vicino di casa che si accorga di una situazione di violenza domestica.

Noi ci siamo, siamo insieme, comunque, sempre !!!

Ogni situazione verrà presa in carico immediatamente dal Servizio Sociale e grazie alla “rete” che abbiamo creato, siamo in grado:

  • di darvi un supporto psicologico fondamentale per la presa di coscienza della situazione e la eventuale presentazione di una denuncia alle forze dell’ordine;
  • fornirvi l’informazione necessaria, l’orientamento e segretariato sociale in relazione alle richieste di contributo economico con la particolare competenza dei Centro Antiviolenza;
  • fornirvi le specifiche misure di sostegno economico ed alloggiativo per garantire nella riuscita di rompere la catena di soprusi e violenze.

Quello che è importante sapere è che tutte queste cose non sono scollegate tra loro.

Si può essere aiutate anche senza fare la denuncia alla Polizia o ai Carabinieri, anche in caso di presenza di figli minori, perché stiamo operando da quasi due anni una “rivoluzione culturale”. E lo stiamo facendo non solo stimolando le donne a trovare la forza di chiedere aiuto, ma anche facendo in modo che le istituzioni dialoghino tra loro in tempo reale, notte e giorno, in un lavoro oscuro che spesso non finisce sui giornali al fine di garantire la privacy delle persone coinvolte in queste situazioni.

Dopo la denuncia non si rimane sole e immediatamente le forze dell’ordine ci chiamano e troviamo insieme alla “rete” le soluzioni più idonee. Di grande aiuto in questa crescita culturale sono state le Associazioni, fra cui Progetto Donna.

Si può uscire da questo incubo e voglio, peraltro, ricordarvi che nell’estate scorsa è stata introdotta una nuova normativa nazionale denominata “CODICE ROSSO” che fornisce strumenti di legge molto efficaci che in pochi giorni mette al bando la violenza, il “violento” o lo “stalker”. Per il dopo, quello che preoccupa le donne più di ogni cosa, il dopo denuncia, noi ci siamo, adesso più di prima. Le donne non rimarranno mai sole.

Non fermiamo questa rivoluzione culturale…e mi rivolgo alle donne soprattutto!
Spezziamo questa catena di violenza… insieme….. e facciamolo subito!

Ilaria Morga 
Assessora ai Servizi Sociali