Giornata Internazionale contro l’omolesbobitransfobia, i lettori di Monopoli: “Dedicare la giusta attenzione all’argomento”

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Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Cosimo Mimmo Panaro e Teresa Tropiano. “Città limitrofe a Monopoli come Mola di Bari e Rutigliano hanno organizzato attività ed eventi ai quali sarà possibile partecipare, segnale importante di una crescente attenzione verso queste tematiche. Sarebbe importante e significativo avviare un percorso simile anche a Monopoli”

Il 17 maggio si celebra la Giornata Internazionale contro l’omolesbobitransfobia, una ricorrenza che non rappresenta soltanto un momento simbolico, ma una necessità civile e culturale sempre più urgente. In un Paese come l’Italia, che continua a registrare episodi di violenza, discriminazione e marginalizzazione ai danni delle persone LGBTQIA+, parlare di sensibilizzazione significa parlare di diritti umani, sicurezza, dignità e libertà.
I dati diffusi da Arcigay nel report 2026 raccontano una realtà che non può essere ignorata: 127 episodi di violenza contro persone LGBTQIA+ in un solo anno, quasi un’aggressione fisica a settimana, casi di adescamento tramite dating app, suicidi e persino un omicidio. Numeri che smentiscono in maniera netta la narrazione secondo cui i pregiudizi sarebbero ormai superati o relegati al passato.
Per questo risultano particolarmente gravi e irresponsabili le dichiarazioni della sindaca di Rovigo Valeria Cittadin sul Pride cittadino, definito come “una forma di provocazione ideologica, di esibizionismo e spettacolarizzazione”. Parole che ripropongono stereotipi e pregiudizi che per anni hanno alimentato esclusione sociale, discriminazioni e odio. Ancora più preoccupante è l’affermazione secondo cui nel 2026 i pregiudizi “non sarebbero più nella mente di nessuno”, mentre l’Italia continua a perdere posizioni nelle classifiche europee sui diritti LGBTQIA+ e continua a fare i conti con aggressioni e discriminazioni quotidiane.
A dieci anni dall’approvazione delle unioni civili, il nostro Paese appare fermo sul piano dei diritti, mentre cresce il bisogno di protezione, riconoscimento e inclusione. È in questo contesto che la sensibilizzazione assume un ruolo fondamentale: educare al rispetto significa prevenire violenze, costruire comunità più consapevoli e garantire a tutte e tutti la possibilità di vivere liberamente la propria identità senza paura.
In diverse città italiane, e anche in Puglia, la Giornata del 17 maggio è diventata occasione di confronto, cultura e partecipazione. Da Putignano a Sava, passando per Bari e la rete del Sud-Est Barese, istituzioni, associazioni e realtà territoriali stanno costruendo percorsi concreti di inclusione, promuovendo eventi pubblici, campagne formative e strumenti contro le discriminazioni. Per fortuna, anche città limitrofe a Monopoli come Mola di Bari e Rutigliano hanno organizzato attività ed eventi ai quali sarà possibile partecipare, segnale importante di una crescente attenzione verso queste tematiche.
Sarebbe importante e significativo avviare un percorso simile anche a Monopoli, coinvolgendo istituzioni, scuole, agenzie formative, associazioni culturali e realtà del territorio. Una città moderna non si misura soltanto dalla sua crescita turistica o dalla valorizzazione del paesaggio, ma anche dalla capacità di garantire diritti, rispetto e partecipazione sociale a tutte le persone.

Non può passare un altro anno senza che venga dedicata la giusta attenzione a questo argomento. Io e Teresa Tropiano ci siamo fatti una promessa: a breve organizzeremo un pomeriggio culturale dedicato proprio a queste tematiche di grande importanza e di forte impatto civile e sociale. Perché se vogliamo davvero progredire come società e crescere sul piano dei diritti, dobbiamo implementare, arricchire e promuovere momenti di confronto, sensibilizzazione e partecipazione collettiva.
Esiste una Monopoli culturale, sensibile, accogliente e pronta a progredire. Una comunità che può diventare esempio di dialogo, inclusione e civiltà, scegliendo di non voltarsi dall’altra parte davanti alle discriminazioni. Monopoli non deve essere più fanalino di coda rispetto a queste tematiche, ma può e deve diventare protagonista di un cambiamento culturale fondato sul rispetto e sulla dignità umana.
Sensibilizzare non significa imporre ideologie, ma creare consapevolezza, contrastare l’odio e affermare un principio semplice ma fondamentale: ogni persona ha diritto di vivere la propria vita con dignità, sicurezza e libertà.

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Cosimo Mimmo Panaro, Teresa Tropiano