Giuseppe Russo: “Da un giorno all’altro la mensa è stata chiusa”. E ora, come mangia?

1406
adv

Perchè la mensa sociale di Monopoli sia stata improvvisamente sospesa se lo chiedono tutti coloro che fruivano di questo servizio. 

Un giorno come tutti gli altri, da due anni a questa parte. Giuseppe Russo, 58 anni, all’ora di pranzo raggiunge a piedi la sede della mensa sociale di Monopoli tra via Meucci e via Palasciano. Fino a prima della pandemia mangiava all’interno, ma ormai da mesi non è più possibile fermarsì lì e così, da allora, le persone prendono il pasto e lo portano a casa.

Certo, non la stessa cosa che mangiarlo lì, caldo. Ma comunque, viste le nuove disposizioni, chi frequenta la mensa si è adattato e quel cibo si è abituato a portarlo via. Da venerdì però questo non è più possibile. Non un avviso, non un cartello che spieghi come mai. Non si mangia e basta, riferisce Giuseppe. Stop, così, da un giorno all’altro, senza sapere perchè. Ma il perchè se l’è chiesto lui insieme a quell’altra ventina di persone che sono andate via senza mettere un boccone sotto i denti e che oggi lui, con le sue parole, rappresenta. “Ci è stato solo detto che la mensa non sarà più disponibile e questo almeno fino a Natale, ma altre spiegazioni non ci sono state date”. Così Giuseppe e gli altri sono andati via. Venerdì lui il pasto l’ha rimediato da una vicina di casa, che gentilmente gliel’ha offerto. Ma nei prossimi giorni? E gli altri?

adv

russo e1603612088670Giuseppe non ce la fa da solo, non ha timore a dire che ha bisogno di essere aiutato. Del resto a stare alla ribalta è abituato, con una carriera di artista alle spalle che oggi fa fatica a riprendere. “Vivo in 20 metri quadri al centro storico e tutto ciò che prendo dal reddito di cittadinanza lo spendo per l’affitto”. Riferisce di prendere un altro piccolo sussidio. Gli basta appena per pagare le bollette e neanche sempre. “In periodo di lockdown mi è stata staccata la luce per 2 settimane perchè non riuscivo a pagare. Poi i miei amici hanno fatto una colletta e così mi è stata riattaccata la corrente”. Va avanti così da tanto tempo e ora questa ulteriore bastosta della mensa non ci voleva.

Se qualcuno volessa aiutarlo, ne sarebbe davvero felice. Lo si può contattare tramite la sua pagina Facebook o anche via telefono, chiamandolo al numero 392 657 3057.