Il 25 aprile a Monopoli, Pd: “È una data viva. Bella la Resistenza. Bella la Liberazione. Bella la Democrazia”

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L’invito del Partito Democratico di Monopoli a prendere parte alle celebrazioni che si terranno in piazza. 

Era una Tribuna politica dei primi anni Settanta. La luce ferma del bianco e nero, il silenzio raccolto
delle case italiane, la parola di quei politici che pesava. In quello spazio austero della RAI prendeva
forma il confronto più alto della Prima Repubblica. Da una parte Giorgio Pisanò, senatore del
Movimento Sociale Italiano, ex repubblichino, volontario della X MAS e arruolato nelle Brigate Nere;
dall’altra Vittorio Foa, arrestato nel 1935 dal regime fascista, attivo nella Resistenza come dirigente
del Partito d’Azione e senatore indipendente del PCI. Tra loro non vi era conciliazione possibile. A
un’ennesima provocazione, Foa non alzò la voce: la rese definitiva: “Se aveste vinto voi, io sarei
ancora in prigione. Siccome abbiamo vinto noi, tu sei senatore”.

Ecco, in quella frase, nuda e irrevocabile, stava il confine della Storia, la Storia che non ammette
zone d’ombra, la Storia di un riscatto del popolo italiano e della propria nazione.
Alla vigilia del 25 aprile 2026, quella memoria non è celebrazione retorica, ma eredità esigente.
La comunità del Partito Democratico di Monopoli si riconosce in quella fermezza: nella verità che
non arretra, nel debito verso chi ha sacrificato tutto affinchè altri potessero vivere liberi.
La libertà, come ricorda Piero Calamandrei, “è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando
comincia a mancare”. Essa non è mai acquisita per sempre. Vive soltanto nella coscienza di chi la
custodisce.

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La Resistenza fu la seconda nascita della Patria. Un atto di unità morale prima ancora che politica:
cattolici, socialisti, comunisti, azionisti. Non la vittoria di una parte, ma — come ricordava Enrico
Berlinguer — la vittoria di un popolo.

A ottantuno anni dalla Liberazione, ricordiamo che quel moto di libertà non fu opera di pochi, ma
di molti: studenti, operai, donne, intellettuali, ragazzi. Uomini e donne diversi per idee e condizioni,
uniti nel rifiuto della tirannide. I partigiani scelsero la dignità nella privazione e da quella scelta
nacque la democrazia.
Non è storia remota. È misura del presente. In un tempo attraversato dalla diplomazia della forza,
da nuove intolleranze, la Resistenza ci insegna che la pace non è inerzia, ma conquista: richiede
sacrificio, rispetto dei valori, responsabilità comune. E oggi richiede fedeltà alla Costituzione,
come insegna l’esito referendario ultimo.

Anche l’esercito italiano conobbe smarrimento e riscatto. Dopo l’8 settembre 1943, reparti regolari
opposero resistenza a Roma, a Cefalonia, a Corfù, a Napoli. Migliaia caddero. Centinaia di migliaia
furono deportati. La grande maggioranza dei militari rifiutò la collaborazione con la Repubblica
Sociale, quella del senatore Pisanò, indebolendola moralmente.
Il 25 aprile è, per questo, una data viva. Non soltanto memoria, ma orientamento.
Allora, la comunità del Partito Democratico invita i propri cittadini a celebrare il 25 aprile 2026 nella
libertà che ci è stata consegnata, senza dimenticare chi, anche oggi, vive sotto la violenza della
guerra e dell’oppressione.
E a partecipare, insieme, festosamente e con riconoscente memoria, alle celebrazioni in piazza.
Sia questa giornata, per chi esercita la forza e predica l’odio, una silenziosa ma ferma dichiarazione
di dissenso. Una resistenza composta, civile, incrollabile.
Bella la Resistenza. Bella la Liberazione. Bella la Democrazia.

Il Partito Democratico di Monopo