“Monopoli ha davanti a sè una scelta: subire il cambiamento o guidarlo”

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“Investire nella cura del verde urbano, individuare nuovi spazi da restituire alla collettività, proteggere il paesaggio costiero e rurale non è solo una questione ambientale, ma un atto politico nel senso più pieno del termine”, scrive il lettore Panaro in questa riflessione inviata alla nostra redazione. 

C’è una questione che nel dibattito pubblico continua a essere sottovalutata, soprattutto nel Sud Italia: la gestione del verde e la tutela del paesaggio non sono temi accessori, ma rappresentano una leva decisiva per il riscatto e lo sviluppo dei territori. In un’area del Paese troppo spesso segnata da ritardi infrastrutturali, fragilità ambientali e disuguaglianze, proprio il rapporto con il paesaggio può diventare un punto di forza, non un limite.
Eppure, la realtà racconta altro. La manutenzione del verde urbano è ancora discontinua, affidata a interventi sporadici più che a strategie di lungo periodo. Spazi pubblici trascurati, aree verdi abbandonate, occasioni mancate di rigenerazione: tutto questo contribuisce a indebolire la qualità della vita e a rendere le città meno attrattive, sia per chi le vive sia per chi potrebbe sceglierle.

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Cosimo Mimmo Panaro

Serve un progetto che non si limiti all’intervento immediato, ma che integri e rispetti tutte le variabili in gioco: clima, ambiente, paesaggio, nelle loro dimensioni sia intraurbane che extraurbane. Un progetto che definisca regole chiare, criteri di tutela e indirizzi di sviluppo, in grado di preservare gli equilibri esistenti e allo stesso tempo guidare le trasformazioni future.
Il Sud, invece, avrebbe tutte le carte in regola per invertire la rotta. Clima, biodiversità, patrimonio paesaggistico e culturale costituiscono una ricchezza unica, che potrebbe essere valorizzata attraverso una politica lungimirante. Individuare nuove aree da trasformare in polmoni verdi, recuperare spazi degradati, investire in infrastrutture verdi significa creare lavoro, migliorare la salute pubblica e rafforzare l’identità dei territori.
Ma tutto questo richiede una scelta politica chiara: smettere di considerare il paesaggio come qualcosa da sfruttare e iniziare a trattarlo come un bene comune da proteggere e valorizzare. La tutela del paesaggio non è un freno allo sviluppo, ma la condizione per uno sviluppo più solido, duraturo e rispettoso delle comunità.
E qui il discorso si fa concreto. Perché queste dinamiche non riguardano solo grandi aree o scenari astratti, ma realtà precise, città e comunità che ogni giorno si confrontano con queste sfide.
Monopoli è una di queste.
Una città con un patrimonio paesaggistico straordinario, sospesa tra mare e campagna, tra storia e trasformazione. E proprio per questo, una città che ha davanti a sé una scelta: subire il cambiamento o guidarlo. Investire nella cura del verde urbano, individuare nuovi spazi da restituire alla collettività, proteggere il paesaggio costiero e rurale non è solo una questione ambientale, ma un atto politico nel senso più pieno del termine.
Perché è da qui che passa il futuro. Non dalle scorciatoie, non dal consumo indiscriminato di suolo, ma dalla capacità di riconoscere il valore di ciò che già esiste e di costruire su quello una visione.
La soluzione, ancora una volta, è sotto i nostri occhi. Sta nella volontà di scegliere.

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Cosimo Mimmo Panaro