Incontro con Pizzaballa e le parole del sindaco, il Pd: “Non è la Chiesa ad avere bisogno di lezioni di inclusione”

332
ph. Diocesi Conversano Monopoli
adv

“Quella che dovrebbe essere l’Amministrazione di tutti dimostra di essere afflitta dalla propria storica ossessione: il controllo del consenso”, scrive il Pd di Monopoli in una nota.

Conclusesi le celebrazioni religiose dedicate alla Santa protettrice della nostra città, che non abbiamo voluto fossero attraversate da momenti di contrapposizione, torniamo sulle parole pronunciate dal Sindaco dal palco della festa patronale, volte a stigmatizzare una presunta divisione sociale tra associazionismo e cittadinanza in occasione della visita del Cardinale Pierbattista Pizzaballa. Parole che destano sorpresa e preoccupazione e richiedono una riflessione composta e trasparente.

Richiamare l’unità della comunità come un unicum indistinto, all’interno del quale ogni espressione critica o autonoma viene percepita come una minaccia, significa dimenticare un principio fondamentale: le associazioni non sono fazioni estranee o elementi di disturbo, ma una parte preziosa, vitale e integrante del tessuto sociale. Quando i cittadini si organizzano e dedicano il proprio tempo alla sensibilizzazione, alla cultura e alla pace, non dividono la città: la arricchiscono, dando forza a quella pluralità che è il motore di una comunità matura.

adv

Che alcune di queste realtà abbiano una storia, una sensibilità o posizioni politiche riconoscibili non ne fa soggetti illegittimi, né rende illegittima la loro partecipazione a un’iniziativa dedicata alla pace. Il punto non è stabilire quali associazioni possano o non possano far parte della comunità, ma riconoscere che una comunità è tale proprio perché sa accogliere sensibilità differenti,senza trasformare il pluralismo in una contrapposizione.

Ed è qui che appare la vera contraddizione. La Chiesa ha da sempre un rapporto profondo con il mondo associativo: dall’Azione Cattolica agli Scout AGESCI, fino ai movimenti ecclesiali e alle comunità di vario tipo, esiste un vasto associazionismo cattolico e laicale che dialoga e collabora con la struttura ecclesiale, così come con il mondo associativo di ispirazione cristiana e laico. Non a caso, l’evento è stato promosso dalla Diocesi di Conversano-Monopoli e dall’Unità Pastorale Cattedrale, e sul manifesto comparivano sigle come ANPI, Legambiente, ARCI, Emergency, Zaccheo Puglia e altre realtà locali.

La distinzione sollevata dal Sindaco tra una presunta “comunità comune e unita” e un “associazionismo militante” è dunque un’impostazione che rischia di costruire artificialmente una contrapposizione. Le associazioni sono parte della stessa comunità, anche quando esprimono opinioni critiche o sensibilità politiche riconoscibili. La stessa Unità Pastorale ha ritenuto opportuno invitare al tavolo della pace le associazioni del territorio, riconoscendo che la costruzione della pace è un percorso plurale, che richiede cooperazione tra dimensione religiosa, società civile e attivismo sociale.

La reazione alla presenza dei loghi sul manifesto e l’intervento dal palco rivelano, a nostro giudizio, una preoccupante diffidenza verso il legittimo pluralismo, scambiato per contrapposizione faziosa. Persino il richiamo del primo cittadino alla Chiesa affinché mantenga le porte aperte a tutti appare fuori luogo, dal momento che quell’apertura è stata concretamente praticata proprio nell’incontro con il Cardinale Pizzaballa. Non è dunque la Chiesa ad avere bisogno di lezioni di inclusione: sono i fatti stessi a dimostrare la sua capacità di mettere in dialogo sensibilità differenti.

La presenza a Monopoli di Sua Beatitudine il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, ha rappresentato un evento di straordinario spessore internazionale. Un uomo di Chiesa impegnato quotidianamente in un territorio martoriato come la Striscia di Gaza, testimone di un messaggio di pace e di dialogo. La città di Maria della Madia – la cui stessa immagine sacra è giunta dal mare su una zattera orientale, simbolo di accoglienza – avrebbe dovuto stringersi attorno a questa figura con gratitudine verso l’Unità Pastorale promotrice e verso tutte le realtà sociali che hanno collaborato.

Invece di valorizzare la capacità di mettere intorno allo stesso tavolo sigle e sensibilità differenti, si è scelto di alimentare il sospetto. Il Partito Democratico di Monopoli ribadisce che la collaborazione tra diversi ambiti della società civile non è un elemento divisivo, ma un motivo di vanto. Costruire la pace e abbattere i muri richiede coraggio, apertura e ascolto: qualità che un’Amministrazione dovrebbe promuovere, non considerare un problema.

A Monopoli, evidentemente, la Chiesa ha dimostrato che la pace si costruisce aprendo le porte e mettendo in dialogo le differenze. L’Amministrazione dovrebbe interrogarsi sul perché, invece, continui a vivere il pluralismo come un problema e il dissenso come un fastidio e una minaccia. Quella che dovrebbe essere l’Amministrazione di tutti dimostra di essere afflitta dalla propria storica ossessione: il controllo del consenso.

Pd Monopoli