Monopoli, scontro dopo l’evento con Pizzaballa, le associazioni al sindaco: “Invasione di campo. Polemiche pretestuose, alimentate dal Comitato festa patria”

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ph. Giovanni Barnaba
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“Vedere il primo cittadino utilizzare il palcoscenico dinanzi all’icona della Madonna della Madia per “impartire una lezione” ai parroci su come organizzare la pastorale e su come svolgere il proprio ministero ci ha lasciti basiti. Uno sgarbo istituzionale e un’invasione di campo inaccettabili”, scrivono in una nota le associazioni che hanno partecipato all’incontro con il Cardinale Pizzaballa.

pizzaballa
ph. Diocesi Conversano Monopoli

Mercoledì sera, un pubblico numeroso ha partecipato, con straordinaria attenzione ed empatia, all’incontro con il Cardinale Pizzaballa. Un momento di altissimo profilo umano e spirituale, reso possibile grazie alla guida del Vescovo Favale e all’impegno dei sacerdoti dell’Unità Pastorale.
Il lavoro di coordinamento di noi associazioni e delle nostre specificità, preceduto dallo studio dei documenti scritti dal Patriarca di Gerusalemme, ha permesso un approfondimento dei temi della pace, della speranza e della riconciliazione in Medioriente. I quesiti, che abbiamo elaborato e posto a più voci, accompagnati da segni simbolo, sono stati espressione di un’esperienza autentica di “convivialità delle differenze”, vissuta volutamente senza striscioni né simboli di parte, per dare voce al territorio.

Purtroppo, a far da contorno a questa bella pagina di comunità, sono arrivate le polemiche pretestuose, alimentate dal Comitato festa patria e dagli amministratori locali, sfociate infine nel discorso tenuto ieri sera dal sindaco Angelo Annese. Vedere il primo cittadino utilizzare il palcoscenico dinanzi all’icona della Madonna della Madia per “impartire una lezione” ai parroci su come organizzare la pastorale e su come svolgere il proprio ministero ci ha lasciti basiti. Uno sgarbo istituzionale e un’invasione di campo inaccettabili.

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Prima la realizzazione di una seconda locandina in cui far sparire le associazioni e il logo dell’Unità pastorale e poi la pretesa di condizionare e giudicare l’operato della Chiesa. A quali chiusure allude Annese per chiedere che i parroci aprano le porte delle chiese? A chi sarebbe stato chiuso il portale della Chiesa? Quale persona o associazione è stata mai
respinta oltre la soglia? Con il suo intervento sembra piuttosto che il Sindaco abbia voluto tracciare una discriminante sull’operato di alcune associazioni, che operano nelle attività culturali della città, anche della stessa Amministrazione, ma non gradite sul sagrato della Cattedrale.

Nessuno ha il diritto di entrare a gamba tesa sulle decisioni pastorali di una comunità che ha invitato quelle associazioni che da sempre si sono occupate della pace in Medioriente. Il rispetto tra istituzioni si misura prima di tutto dalla capacità di non invadere il campo altrui. Chi punta il dito contro i sacerdoti parlando di “accoglienza solo per alcuni” o di “aver favorito alcune associazioni” (di una parte politica ndr), finge di non sapere che le Chiese di Monopoli e non solo, le porte aperte, le hanno da sempre. Esse sono spesso gli unici luoghi dove troviamo le risposte reali ai tanti bisogni delle persone.

Un discorso paradossale quello pronunciato dal Sindaco, che continua a coprire la contraddizione più macroscopica: a presiedere il Comitato Festa c’è un consigliere comunale di lungo corso delle file della maggioranza. È questa la sovrapposizione tra politica e religione, ed è da qui che parte la vera strumentalizzazione.

Vorremmo, infine, ricordare al Sindaco e al Comitato che l’incontro con il Cardinale Pizzaballa ha incarnato esattamente la visione di una Chiesa aperta al mondo, così come disegnata dal Concilio Vaticano II e costantemente richiamata da Papa Francesco: una Chiesa “in uscita”, capace di dialogare con la società civile, le associazioni e i giovani senza paura né chiusure. Accusare di “politicizzazione” un momento di sincero confronto sui temi della pace e della speranza significa mortificare il lavoro di rammendo e di tessitura che le associazioni compiono quotidianamente e non aver compreso che il Vangelo, proprio l’altra
sera, non si è chiuso né nelle sagrestie, né alle realtà del territorio, ma ha vissuto e parlato al
cuore della storia e dell’intera comunità.

Anpi Monopoli sezione “Lidia Menapace”
Arci Contrada 100
Associazione Donne per la Città-Presidio del libro di Monopoli
Donne in nero
Ellisse Monopoli
Fly Laboratorio delle Arti APS
Legambiente Monopoli
Progetto Donna
Progetto Zaccheo Puglia- Cristiani Queer

 

annese leggiero madia
ph- Giovanni Barnaba

Qui di seguito una parte del discorso del sindaco di Monopoli Angelo Annese, ieri, durante l’intronizzazione della icona della Madia.

A te, a don Roberto, a don Tommaso, a tutti i parroci della nostra città vorrei stasera rivolgere una richiesta. Ieri sua eminenza, il cardinale Pizzaballa, ci ha parlato di chiese con le porte aperte. Io vorrei unirmi a quella richiesta e chiedere con rispetto e convinzione che quelle porte continuino ad essere aperte a tutti, perché la pace, la fede, il rispetto e la solidarietà non possono avere colori, non possono avere fazioni, appartenenze o schieramenti. Non sono patrimonio di qualcuno. Non appartengono a una parte o a un’associazione o a chi manifesta in piazza o a chi sceglie di non farlo. Sono valori universali, appartengono a ciascuno di noi e soprattutto appartengono alle nostre comunità. Per questo chiedo alle nostre parrocchie di essere sempre luoghi capaci di accogliere, di ascoltare e di unire. Luoghi dove nessuno debba sentirsi escluso per ciò che pensa, per ciò che rappresenta o per la parte in cui viene collocato. La pace non può essere bandiera di una sola parte ma deve essere la scelta di tutti. E se vogliamo davvero costruirla dobbiamo cominciare proprio da qui: dalle nostre comunità, dalle nostre piazze, dalle nostre chiese. Dai luoghi in cui ciascuno possa entrare senza sentirsi giudicato o escluso. Con le porte aperte a tutti.”