Insegne accese domani sera per le attività commerciali, un gesto simbolico per chiedere più attenzione

152
adv

Sono almeno 200 gli operatori monopolitani pronti ad aderire a questa manifestazione nazionale. Accensione alle 21.00.

La manifestazione si chiama “Risorgiamo Italia” ed è stata organizzata da Movimento Imprese Ospitalità per domani. Alle 21 gli operatori commerciali, che tanto stanno soffrendo per questa situazione di emergenza, hanno deciso di richiamare l’attenzione delle istituzioni nazionali. Un gesto simbolico, quello di lasciare accese le insegne delle loro attività, che verrà fatto da almeno 200 attività cittadine. Anche gli aderenti all’Associazione Operatori Centro Storico di Monopoli parteciperanno. Si chiede che ci sia più attenzione a settori strategici del tessuto economico monopolitano, che ci siano più sostegni e che si attivi un tavolo di confronto regionale per ripartire.

boom centro storico
Via Garibaldi la scorsa estate

“In questo periodo – spiega Christian Campanelli, vicepresidente dell’Associazione – abbiamo buttato tanta di quella merce che avevamo nello nostri locali. Per gli affitti ci hanno riconosciuto un credito di imposta, senza sapere che non abbiamo soldi per pagarle le loro imposte future. Per le utenze ci hanno detto arrangiatevi e ci arrivano di continuo. I nostri dipendenti non hanno visto la cassa integrazione, promessa dai primi giorni di marzo. Ci hanno promesso liquidità e le banche si sono fatte una grassa risata, rispondendo vedremo, nel frattempo i giorni scorrono ed i debiti aumentano.
I famosi 600€ non sono arrivati neanche a tutti. Non possiamo licenziare personale (giustamente) ma apriremo con i costi al 150% (viste tutte le nuove misure da apportare ) e ricavi al 30% (visto che potranno entrare e sedersi meno persone). Senza parlare di quanti pochi soldi avrà la gente e quindi in molti eviteranno di spendere nel nostro settore come in altri”.

adv

Una riflessione amara la sua, che racchiude il senso di partecipare all’iniziativa delle insegne accese. “Un modo – conclude Campanelli – per stimolare Stato e Regione a pensare ad una soluzione che aiuti anche noi, noi che ogni mese paghiamo tante tasse”.