Iris, il papà: “Catapultati in una realtà che non ci appartiene. Lei è forte, ma ci sono tanti ostacoli”

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La ragazza ha bisogno di fare tanta fisioterapia. “Iris è consapevole della sua condizione. ‘Un giorno mi alzerò in piedi’ ci dice”, spiega il signor Todisco. 

Ciò che Iris aveva recuperato in mesi di terapia e riabilitazione tra Milano e San Giovanni Rotondo rischia ora di perdere. Gesumino Todisco, il papà della ragazza, colpita ad ottobre 2020 da una emorragia cerebrale, sta cercando di smuovere una situazione che pare essersi arenata. Sono passati 20 mesi da allora, Iris ha compiuto da poco 23 anni e la sua vita, come quella di chi le vuole bene, è cambiata. “Siamo stati catapultati da un giorno all’altro in una realtà che ancora non ci appartiene”, dice il padre.

“Siamo tornati il 6 giugno- spiega- siamo in una casa al primo piano senza ascensore e ci sono da fare una serie di lavori all’appartamento per adattarlo alle nuove esigenze di Iris. Lo scivolo per disabili è stato realizzato, ma non è vicino al portone, è spostato verso l’estremità”.

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Ma questo non è, stando al suo racconto, il solo problema. “Da una parte chi la visita ci dice che è giovane, che ci sono margini di recupero, dall’altra però non viene assicurata una fisioterapia tutti i giorni, ma solo per 4. Fisioterapia tra l’altro partita oltre un mese dopo il nostro rientro a Monopoli”.

Nell’attesa che iniziasse, la famiglia ha provveduto all’acquisto di un girello per consentire ad Iris di stare un po’ in piedi. “L’ho comprato su Amazon- continua il padre- 170 euro. Iris non ha bisogno solo di fisioterapia – continua il signor Todisco- ma anche di esercizi respiratori”. L’elenco delle cose che non vanno e che preoccupano la famiglia è lungo. “Perchè non c’è a Monopoli una struttura per una riabilitazione in acqua? Mi sono informato per le Terme di Torre Canne, ma lì Iris non può andare in quanto non autosufficiente, muove a malapena la parte sinistra…”.

La famiglia però non si ferma e non sono certo i tanti ostacoli e i Km da percorrere a impedire altri tentativi per la loro ragazza. “Ho contattato una casa di cura di Martina Franca e nei prossimi giorni vedremo se Iris potrà frequentare questa struttura dove fare fisiokinesiterapia in acqua. Sinceramente ci sentiamo abbandonati dal Comune e dalla Asl. Per forza bisogna arrivare a manifestazioni per avere attenzioni?”, si chiede il padre.

iriseeIris è consapevole della sua condizione. “Pensavamo che i problemi maggiori sarebbero stati a livello cognitivo – dice il signor Todisco- ma non è così. Passi in avanti ne sono stati fatti, abbiamo tolto la tracheo, la Peg e ora mangia normalmente, ma deve recuperare la motilità della parte destra. A sinistra sta con le dita piegate e a settembre l’attende un nuovo intervento a Rimini per l’allungamento dei tendini. Iris è una guerriera – conclude il padre – lo ha già dimostrato. “Un giorno mi alzerò in piedi”, ci dice. Ha voglia di recuperare, ce la sta mettendo tutta. Avere vicini familiari e amici la aiuta, ma questo non basta”.

Dalla raccolta fondi avviata per lei sono stati raccolti 170mila euro, serviti per le cure e gli spostamenti della ragazza e della sua famiglia. Ora è attivo un nuovo Iban per coloro che volessero sostenerla, così come ha fatto la Gradinata Est del Gruppo ultras di Monopoli che sabato ha organizzato un torneo al Tommaso Carrieri ai campi di via Procaccia. Durante l’iniziativa sono state vendute t-shirt con il ricavato devoluto a Iris.